26 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 26 Novembre 2020 alle 06:40:39

Cronaca

Base navale, gasolio in mare. La bonifica dell’Ecotaras

Gli ambientalisti hanno denunciato lo sversamento di carburante avvenuto in località Chiapparo


“Si è rotta la tubazione del gasolio nella nuova base navale Nato in Mar Grande a Taranto. Sono in corso le operazioni di contenimento, ma chi ha visto lo sversamento parla di “scenario orribile””.

A lanciare l’allarme, ieri sera – come già pubblicato da Taranto BuonaSera questa mattina -, è stato Alessandro Marescotti, presidente di Peacelink.

“Chi si e’ recato nel luogo della chiazza – ha aggiunto il noto ambientalista tarantino – ha avvertito un senso di stordimento per le forti esalazioni”.

A provocare lo sversamento in mare del quantitativo residuo di carburante è stata la rottura della valvola di una tubazione attraverso la quale era stata rifornita di gasolio una nave della Marina militare nella base navale “Chiapparo”.

La chiazza di gasolio, che è stata assorbita in parte dalle panne di galleggiamento e poi smaltita del tutto dai mezzi navali antinquinamento della Ecotaras, si è formata nella zona antistante la base. L’episodio è avvenuto nella tarda serata di ieri dopo le operazioni di rifornimento dell’unità navale.

“Nella fase di soffiaggio per la ripulitura della tubazione – hanno spiegato dal Comando della Marina Militare – una valvola di sicurezza è saltata, causando la fuoriuscita del gasolio in mare. Erano già stati posizionati, come da prassi, i sistemi antinquinamento. Il vento poi ha spinto il carburante nella zona interna e non verso il mare aperto”.

Sull’argomento si registra la presa di posizione del consigliere comunale e co-portavoce nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli.

“Taranto condannata ad essere avvelenata. Ieri circa 20 tonnellate di gasolio sono fuoriuscite in mar Grande per la rottura di una tubazione presso la base navale militare in località Chiapparo. Tra diossina (Ilva), benzene (Eni) e petrolio – aggiunge Bonelli – Taranto si trova in una situazione drammatica con un futuro compromesso. Se passerà il progetto Tempa Rossa triplicherà il petrolio e lo stazionamento delle petroliere nel mar Grande passeranno da 43 a circa 130 con rischio altissimo e probabile di sversamenti e incidenti nel mar Grande con conseguenze drammatiche per economia, ambiente e salute”.

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