05 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 05 Agosto 2021 alle 05:58:00

Cronaca

Ilva, depositata la maxi perizia


TARANTO – Due ore di colloquio con il giudice delle indagini preliminari Patrizia Todisco. Il pool di periti epidemiologi ha depositato questa mattina la maxi perizia ordinata dal tribunale per accertare il rapporto tra l’inquinamento dell’Ilva e le eventuali conseguenze sulla salute dei tarantini. Al momento in cui andiamo in stampa non sono ancora stati resi noti i risultati, ma sono emerse le prime indiscrezioni.

I periti – il professor Annibale Biggeri, docente ordinario all’Università di Firenze e direttore del Centro per lo studio e la prevenzione oncologica, dalla professoressa Maria Trassi, direttore di struttura complessa dell’area funzionale di igiene e sicurezza degli ambienti di lavoro ed epidemiologia applicata dell’azienda ospedaliera universitaria Federico II di Napoli e dal dottor Francesco Forastiere, direttore del dipartimento di Epidemiologia della Asl di Roma – avrebbero rilevato un nesso tra il benzo(a)pirene e le malattie cardiovascolari, la cui incidenza sul territorio sarebbe giudicata elevata. Per quanto riguarda i tumori, sempre da quanto emerso stamattina, sarebbe stata rilevata un’incidenza più alta rispetto ad altre realtà italiane, con ‘anomalie’ nei numeri dei tumori nei bambini. La perizia sarà esaminata in aula tra un mese, il 30 marzo. Tutti i documenti sono e saranno al vaglio del giudice per le indagini preliminari Patrizia Todisco e della Procura di Taranto che ha disposto l’inchiesta sull’inquinamento nel capoluogo ionico. Ad essere indagati sono Emilio Riva, presidente dell’Ilva spa sino al 19 maggio 2010, Nicola Riva, presidente dell’Ilva dal 20 maggio 2010, Luigi Capogrosso, direttore dello stabilimento Ilva, Ivan DI Maggio, dirigente capo area del reparto cokerie, Angelo Cavallo, capo area del reparto Agglomerato. Le accuse sono quelle di disastro colposo e doloso, avvelenamento di sostanze alimentari, omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro, danneggiamento aggravato di beni pubblici, getto e sversamento di sostanze pericolose, inquinamento atmosferico. La prima parte della perizia ha fornito alla dottoressa Todisco una serie di risposte che lo stesso giudice aveva posto. Gli esperti hanno già rilevato, tra le altre cose, una massiccia presenza di diossine anche nei terreni agricoli e nelle aree di pascolo degli animali che, appartenenti ad un’azienda di Statte, erano stati abbattuti perché ritenuti pericolosi.

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