Cronaca

Ilva, gli operai riuniti in assemblea

Dopo l’incontro-flop di ieri pomeriggio tra Gnudi ed i sindacati resta altissima la tensione all’interno della fabbrica più grande d’Europa


Assemblee di fabbrica all’Ilva, dove gli operai si chiedono cosa sarà della più grande fabbrica d’Europa, il cui futuro rimane incerto.

Piero Gnudi, commissario straordinario dell’Ilva ha dichiarato dopo l’incontro di ieri pomeriggio con i sindacati: “La situazione in cui l’lva si trova è certamente grave ma non dobbiamo dimenticare che l’azienda è un patrimonio industriale del paese. Nonostante le difficoltà gli stipendi di luglio saranno pagati nelle scadenze previste e sono confidente di riuscire a pagare i premi di produzione entro il mese di agosto. Confidiamo anche nel senso di responsabilità dei Sindacati e di tutte le parti coinvolte per cercare di poter superare questa difficile fase. Stiamo lavorando per individuare un nuovo azionista di maggioranza in grado di assicurare il mantenimento di tutti i posti di lavoro e il totale rispetto della normativa ambientale. Nell’attesa che i contatti in corso con diversi gruppi industriali si concretizzino stiamo continuando a trattare con le banche per l’ottenimento, anche grazie alla richiesta di introduzione di un provvedimento legislativo che preveda la prededuzione, di un prestito ponte che consentirebbe all’Ilva di far fronte ai propri impegni fino almeno alla fine del 2014. Ci siamo già attivati per capire la concreta possibilità di richiedere alla Procura di Milano l’utilizzo delle risorse sequestrate. Infine mi preme sottolineare che l’esecuzione del piano ambientale è, essendo già legge dello Stato, è imprescindibile sia oggi sia in futuro”.

Parole che non hanno convinto i sindacati. Fim, Fiom e Uilm hanno confermato lo sciopero dell’11 luglio, già ‘rigettato’ dai Liberi e Pensanti. E, come detto, ora tocca alle assemblee di fabbrica, per capire il da farsi.

“Noi pensiamo che se sciopero vi deve essere è per rivendicare un ‘decreto operaio’ che sancisca anche per legge che nessun operaio dell’Ilva e dell’indotto venga licenziato, che tutti gli operai devono essere impiegati nella messa a norma, che salari e diritti non si toccano, che la prima messa a norma è garantire la sicurezza degli operai” sottolinea in una nota lo Slai Cobas per il sindacato di classe, che non aderirà allo sciopero, con manifestazione a Roma.

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