Cronaca

Il decreto del Governo sull’Ilva vale solo per le banche

“Saltano” il commissario ambientale e lo sblocco dei fondi sequestrati ai Riva


“Sì sì, il decreto Ilva è stato approvato. Non nella forma che avevo visto sui giornali”. Così il premier Matteo Renzi in conferenza ieri sera a Palazzo Chigi al termine del consiglio dei ministri che ha affrontato il caso del siderurgico per cercare di bloccare le falle: via libera dunque al prestito per l’azienda siderurgica in commissariamento straordinario. Ancora una volta il Governo (dopo quello Monti, Letta e ora Renzi) è costretto a usare la strada dell’urgenza per affrontare il caso Ilva.

“Il decreto contiene la riorganizzazione dei tempi ambientali e la questione del prestito ponte. Questi sono i due punti che Galletti e Guidi illustreranno”, ha spiegato Renzi. “Non ci sono sdoppiamenti commissariali, credo non abbia senso averne più di uno”, aggiunge il premier. Proprio i ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico  spiegano che “Ii decreto legge Ilva approvato oggi consente il reperimento delle risorse finanziarie necessarie per gli interventi. Le condizioni di favore per accedere al prestito ponte per le attività di ambientalizzazione della fabbrica e la rimodulazione dei tempi degli interventi sono elementi importanti per assicurare all’Ilva e a Taranto una prospettiva di tutela ambientale, ma anche quella opportunità di sviluppo economico che la crisi del siderurgico aveva messo a rischio”. Il prestito assicurerà, dicono ancora, anche la salvaguardia dei livelli occupazionali e la continuità produttiva.

Un solo articolo. L’’ipotesi che si fa strada è che il decreto sia destinato a diventare un emendamento al decreto imprese ora all’esame di Palazzo Madama; forse, per questo si è giunti ad una versione ridotta, ottenendo allo stesso sia la validità immediata delle norme contenute (dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale) che un ulteriore ingorgo di decreti alle Camere. Nell’ultima versione sparisce lo sblocco delle risorse sequestrate alla famiglia Riva e scompare anche la figura del commissario ambientale, una specie di supercommissario (per il quale si era ipotizzata la “promozione” di Edo Ronchi) che aveva carta bianca sugli interventi ritenuti – nella precedente bozza – come “indifferibili, urgenti e di pubblica utilità”. Rimangono invece modifiche al Piano ambientale già approvato a metà marzo dalla presidenza del consiglio: si tratta di una rimodulazione.

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