27 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Settembre 2021 alle 17:59:00

Cronaca

Mediterraneo, ultimo atto


TARANTO – Il giorno della resa dei conti, per il gruppo criminale capeggiato da Michele Cicala. Un’associazione mafiosa, secondo l’accusa. Adesso, saranno i giudici della suprema corte di Cassazione ad emettere l’ultimo verdetto sull’operazione Mediterraneo, dal nome della via di Talsano che era la base logistica del sodalizio. La vicenda giudiziaria esplose nel marzo del 2007 con l’esecuzione di una serie di provvedimenti cautelari.

Presunti intrecci fra personaggi politici ed esponenti della mala, ma anche episodi di estorsione, danneggiamento, porto e detenzione di materiale esplodente al centro dell’indagine sfociata in una raffica di condanne che passano al vaglio degli ‘ermellini’. Un sodalizio di stampo mafioso, secondo la tesi dell’accusa, quello capeggiato da Cicala. Ma i primi due gradi di giudizio hanno sì riconosciuto l’associazione per delinquere, ma “semplice”, facendo cadere l’accusa della mafiosità. In primo grado, proprio Michele Cicala si è visto infliggere una pena pari a 19 anni e 10 mesi di reclusione, mentre in appello (la sentenza fu emessa l’11 febbraio del 2011) ha beneficiato di uno sconto di pena che ha portato la condanna a 18 anni e 4 mesi. A giudizio del Procuratore Generale vi sarebbero tutti gli elementi probatori per indurre al riconoscimento dell’associazione mafiosa. Dieci anni la pena inflitta a Corrado Sorrentino; tra le altre condanne, in primo grado 11 anni ed 11 mesi, in appello 10 anni e 10 mesi per Massimo D’Andria; 9 anni e 6 mesi, in appello 10 anni e 11 mesi per Alessandro Nuzzo: 6 anni e 4 mesi, in appello 5 anni e 6 mesi per Claudio Romano; 8 anni ed 8 mesi; in appello 7 anni e 5 mesi per Francesco Carrano. Per l’ex city manager Lello Di Campo, che non rispondeva del reato associativo ma solo di corruzione elettorale, scattò la prescrizione. Nel procedimento il Comune di Taranto si è costituito parte civile. La giornata di oggi segnerà l’ultimo atto in un procedimento comunque fondamentale per inquadrare la ricostituzione della mala di casa nostra. G.D.M.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche