27 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Luglio 2021 alle 07:00:08

Cronaca

“Se non torni con me ammazzo la bimba”


TARANTO – “Sono disperato. Se non torniamo insieme, ammazzo la bimba e poi mi uccido”. Ore di angoscia per una mamma di 27 anni perseguitata dal suo ex compagno, un commerciante di cinquantuno. Ieri l’uomo è andato a prendere la figlioletta di quattro anni dalla casa della ex per fare una passeggiata. Poi ha telefonato alla donna e, come avrebbe fatto spesso negli ultimi mesi, l’ha minacciata. “Sono stanco, ora la faccio davvero finita”.

Aveva anche alzato un po’ il gomito. Sei telefonate in dodici minuti. La poveretta ha capito subito che sarebbe stata un’altra giornata d’inferno. Allarmata per quello che l’ex compagno le aveva detto riguardo alla loro piccina ha subito avvisato i carabinieri. I militari dell’Aliquota e del Nucleo radiomobile della Compagnia di Taranto, diretti dal tenente Pietro Laghezza, hanno pianificato un intervento per mettere l’uomo in condizioni di non nuocere e per riportare la piccola a casa, dalla mamma. Quest’ultima e il suo ex si sono visti in viale Magna Grecia e all’appuntamento sono andati anche i militari dell’Arma in borghese. I carabinieri si sono appostati e quando hanno visto che il cinquantunenne ha aggredito l’ex compagna, spintonandola contro la macchina, sono intervenuti e lo hanno bloccato. Gli investigatori poi hanno rintracciato la bimba. L’uomo l’aveva affidata ai suoi parenti. Il commerciante è stato arrestato per stalking mentre la piccina è stata affidata alla giovane mamma. Un storia inquietante che si è ripetuta a distanza di meno di due mesi. A metà gennaio, infatti, l’uomo era stato fermato dai militari dell’Arma. Era stato bloccato in città mentre era alla guida dell’autovettura della sua ex, con la donna a bordo che, impaurita, non stava opponendo resistenza. Da mesi, da quando si erano inclinati i rapporti tra i due, la donna subiva atti persecutori da parte del suo ex compagno. Era ormai terrorizzata dalla presenza costante dell’uomo, che ogni mattina la attendeva vicino al cancello della sua abitazione, pretendendo di accompagnare la loro figlioletta all’asilo, perché secondo lui erano ancora una famiglia unita. La giovane mamma, approfittando del fatto che doveva accompagnare la bimba sino alla porta d’ingresso dell’aula, aveva chiamato per telefono una sua parente, spiegando quanto stesse accadendo. Ed è stata una telefonata liberatoria: i carabinieri erano intervenuti ed avevano subito arrestato il suo ex. G.N.

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