26 Febbraio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Febbraio 2021 alle 19:45:35

Cronaca

Botta e risposta tra Confcommercio e Camera di Commercio

Il caso della chiusura fino a settembre del centro congressi della Cittadella delle imprese


“Il  centro congressi della Cittadella delle Imprese chiude sino a fine settembre. La Sala Resta, come si apprende dalla stampa, riprenderà a funzionare solo in ottobre. La decisione sarebbe stata assunta  dal segretario generale dell’Ente camerale, Francesco  De Giorgio,  per non gravare sui bilanci camerali dovendo far fronte al “taglio” dell’importo del diritto annuale, a carico delle imprese,  deciso dal Governo Renzi. Una sospensione del servizio che sottrae all’utenza (che, si noti,  fruisce della sala convegni in modalità non gratuita) l’unica struttura pubblica disponibile in città, già carente di aree destinate ai servizi congressuali”. E’ quanto dicono dalla Confcommercio di Taranto in relazione alla chiusura del centro congressi della Cittadella delle imprese decisa dalla Camera di Commercio.

“Una decisione – commentano dall’Ascom – probabilmente assunta frettolosamente, e soprattutto non prendendo in considerazione le altre voci di costi di esercizio dell’Ente, tipo alcune prestazioni, sulle quali si poteva operare una  sforbiciata. Ad esempio: gli oneri di pulizia che superano i 303 mila euro annui, il servizio di vigilanza 86.600 mila euro, i servizi reception 93 mila, o il costo degli organi istituzionali pari a 148.759 euro annui. Altrettanto dicasi per le retribuzioni corrisposte ai due  massimi vertici dirigenziali (rispettivamente 129 e 120 mila euro annui), ed al presidente, al quale viene corrisposto un doppio compenso, pari a 82 mila euro annui, per una doppia funzione. Riteniamo che alcuni incarichi istituzionali, oggi possano e debbano essere ricoperti con uno spirito di servizio nuovo, e che proprio a chi svolge un ruolo  pubblico si chieda di dare il buon esempio, rinunciando ad emolumenti che francamente appaiono ridondanti”.

La replica della Camera di Commercio non si lascia attendere. “Gli attuali rappresentanti di Confcommercio Taranto continuano ad inseguire il clamore piuttosto che la soluzione dei tanti problemi del loro settore sul nostro territorio con operazioni mediatiche alle quali, per l’ennesima volta, siamo costretti, nostro malgrado, a rispondere. Apprezziamo la posizione della Confcommercio “nazionale” che invita alla valorizzazione del Sistema camerale attraverso il rilancio delle attività promozionali ed il perseguimento di una maggiore efficienza ed economicità di gestione. Confcommercio Taranto sa perfettamente che quest’ultimo obiettivo è stato già raggiunto dalla Camera di commercio di Taranto che, infatti, presenta costi inferiori a quelli standard rilevati a livello nazionale. In virtù di questa efficienza che altre realtà ancora stanno perseguendo, si è costretti ad intervenire su servizi non essenziali come quello congressuale, la cui breve sospensione (in assenza di prenotazioni fino al prossimo mese di settembre), comporterà un sicuro risparmio per l’Ente e nessun disservizio per la collettività.

Diverso da quello nazionale è l’atteggiamento dei rappresentanti della Confcommercio “provinciale” che a fronte di un’assoluta mancanza di partecipazione costruttiva ai democratici processi decisori dell’Ente camerale, utilizza gli organi di informazione arrogandosi il diritto di decontestualizzare dati di bilancio trasparenti e certificati da organismi terzi ed indipendenti. Solo a titolo di esempio, le retribuzioni dei vertici sono pubblicate da anni sul sito camerale, come prescrive la legge. Trasparenza che non è certamente caratteristica della governance di questa associazione i cui iscritti probabilmente non conoscono la destinazione delle risorse rinvenienti dalle quote associative.  Si invitano nuovamente i vertici della Confcommercio locale a criticare meno ed a lavorare meglio. Nonostante la significativa presenza in Consiglio camerale, essi  non hanno espresso alcuna progettualità nei settori di  competenza, primo fra tutti il turismo, danneggiando i propri, incolpevoli, associati ai quali viene preclusa la possibilità di accedere ai finanziamenti che la Camera di commercio ha inserito in bilancio. Ne discende, ovviamente, che i soldi stanziati non vengono spesi.
Insomma, il territorio ha subito un’ulteriore lagnanza priva di fondamento e di nessun interesse per imprese e cittadini in una logica di critica irresponsabile e distruttiva.

 

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