13 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Maggio 2021 alle 06:53:50

Cronaca

“Stefàno e Vendola? Che farsa”. Opposizione all’attacco

Nei giorni scorsi il summit sull’Ilva con sindaco e Governatore


“Quella messa in atto dalla coppia Stefàno e Vendola è stata un’autentica farsa”. Piovono critiche su sindaco e Governatore, dopo il summit sull’Ilva organizzato nei giorni scorsi a Palazzo di Città.

A criticare l’operazione sono stati questa mattina i rappresentanti dell’opposizione di centrodestra in Consiglio comunale. Giampaolo Vietri, capogruppo di Forza Italia, Aldo Renna, consigliere comunale del movimento Condemi e Giovanni Ungaro, consigliere comunale indipendente, hanno duramente attaccato l’atteggiamento assunto dal primo cittadino.

“E’ inaccettabile che sul piano ambientale, e sul futuro dello stabilimento siderurgico, si convochino a Taranto incontri in segreto vietandone l’accesso persino ai consiglieri comunali – ha spiegato Giampaolo Vietri. L’interesse comune dovrebbe spingere invece in direzione opposta favorendo la massima partecipazione a tali riunioni. Il sindaco invece, mosso probabilmente da un sentimento di onnipotenza, conduce in modo isolato il suo gioco con le parti sociali e le associazioni datoriali; tutto ciò in spregio della delibera con cui il consiglio comunale chiedeva che tali questioni venissero discusse dalla stessa assise congiuntamente ai rappresentanti del territorio eletti nelle istituzioni sovraordinate ed alla presenza dello stesso presidente della regione. Dimenticando anche che il luogo istituzionale legittimante deputato a tali iniziative è la Commissione Speciale per lo Sviluppo, tutt’ora inattiva, per responsabilità dello stesso sindaco che persevera nel non convocare l’assemblea".

"Ma probabilmente – aggiunge l’esponente di Forza Italia – riteniamo si abbia avuto timore di annunciare la presenza di Vendola nel capoluogo ionico per evitare contestazioni dopo le tante promesse non mantenute. Ancor peggio è stata preclusa la possibilità di partecipare anche agli eletti in Consiglio comunale per timore che qualcuno chiedesse conto del patto per Taranto con il quale Vendola annunciava lo scorso inverno uno sforzo straordinario per ambiente ed infrastrutture della Regione nei confronti della nostra città, nella quale oggi il governatore di Puglia si reca invece solo di nascosto”.

Secondo Aldo Renna, invece: “il sindaco Stefàno ha leso la legittimità dei consiglieri comunali. E’ stato vietato l’accesso a chi aspettava fuori. I consiglieri che erano dentro, invece, sono stati messi alla porta. E’ assurdo che sia stato negato l’ingresso all’aula consiliare, un luogo pubblico dove i cittadini vengono per partecipare, passivamente, ai lavori del Consiglio comunale”. Quindi la proposta del consigliere comunale del movimento Condemi per “tenere un Consiglio comunale monotematico sull’Ilva. All’iniziativa, però, non dovrebbe partecipare nè il sindaco Stefàno, nè il Governatore pugliese Vendola perché sono indagati nell’ambito di un procedimento sull’Ilva denominato “Ambiente Svenduto”. Basta con gli incontri farsa”.

Il consigliere comunale di Forza Italia, Tony Cannone, invece, parla di “pirateria politica del sindaco Stefàno. Egli indice una conferenza di servizi dedicata solo all’Ilva di Taranto per discutere la difesa della salute, dei posti di lavoro delle imprese del territorio, ormai sempre più ammalati, ed al collasso finanziario per la mancanza di denaro nelle casse aziendali che producono il mancato risanamento, il pagamento dei premi di produzione ai dipendenti e delle fatture persino del 2013 alle imprese, e per capire quale sarà il futuro dell’Ilva e di Taranto. Convoca tutti i deputati, i consiglieri regionali, Confindustria Taranto e svariati soggetti interessati dimenticando chi è legalmente e direttamente rappresentante dei cittadini. Considerando che il sindaco nell’ultimo Consiglio comunale aveva parlato di collaborazione politica con tutte le forze presenti, mi sento beffato da un uomo che non veste i panni di un vero primo cittadino, ma che ne scimmiotta le azioni come in una gag comica”.

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