Cronaca

“Costretti a viaggiare immobili per evitare le botte”. Presi altri due scafisti

La testimonianza degli immigratie l'operazione della Polizia


Braccio di ferro contro l’immigrazione clandestina.

Ieri, dopo le operazione di sbarco di 1.164 profughi, gli agenti della Squadra Mobile, al termine di rapide indagini, hanno tratto in arresto due “scafisiti”. Si tratta di Malik Sise, originario del Gambia di 25 anni e di Mamamoud Baijou senegalese, anche lui giovanissimo, appena ventenne.

I due centrafricani, sono stati identificati, dai poliziotti soprattutto grazie alle preziose testimonianze di alcuni immigrati che sono riusciti a riconoscerli. Dal racconto di quest’ultimi gli agenti hanno ricostruito il loro viaggio.

Come raccontato gli immigrati sono salpati dalle coste della Libia su una piccola imbarcazione insieme ad un altro centinaio di persone.

Nel loro lungo viaggio della speranza, terminato con il salvataggio dell’equipaggio della Nave della Marina Militare “Sfinge”, gli immigrati hanno raccontato che erano costretti a restare immobili sull’imbarcazione per evitare le percosse dei due scafisti poi riconosciuti.

Intanto sono state completate le operazione di smistamento dei profughi sbarcati ieri a Taranto.

Dopo l’accoglienza avvenuta nei due presidi medici allestiti da Asl e Croce Rossa direttamente al porto, gli immigrati sono stati smistanti in strutture di accoglienza prima di essere trasferiti verso altre destinazioni. A Taranto sono stati accolti 130 profughi presso il Pala Ricciardi, 37 minori non accompagnati all’ex asilo Baby Club; altri 40 al Corpus Domini; 30 al centro Lisippo; 200 all’ex mercato coperto di via Orsini; 20 in una struttura di Paolo VI; 25 a Massafra. Altri 45 sono stati trasferiti a Lecce, 122 a Bari, 100 a Brindisi, 120 a Foggia, 20 nella provincia Bat, 170 tra Potenza e Matera e 300 nella regione Lazio.

Ancora una volta, dunque, il capoluogo ionico ha aperto le braccia della solidarietà offrendo a chi scappa via dalla guerra un rifugio, seppure temporaneo.

Il Comune di Taranto ha messo a disposizione dei profughi (tra cui 146 donne, una incinta, e 157 minori) gazebo, bagni chimici, indumenti, scarpe, bottigliette d’acqua e viveri di prima necessità. Una gara di solidarietà è in atto in città e nella provincia per ospitare queste persone.

Quello di ieri è stato il settimo sbarco nel giro di due mesi. Con oltre seimila migranti sbarcati sulle rive dello Jonio e salvati nell’ambito dell’operazione “Mare Nostrum” condotta dalla Marina Militare.

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