25 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 25 Ottobre 2020 alle 12:51:42

Cronaca

Giuseppe Massafra: “Proposte e non solo proteste”

Il neo segretario Cgil lancia il “manifesto”. Con la politica e i movimenti un rapporto “vero e leale”


“Taranto e il suo territorio hanno bisogno più che mai di una rappresentanza forte, capace di difendere ora i diritti di cittadini e lavoratori per creare le condizioni di un futuro in cui non ci sarà mai più spazio per ricatti. Di nessuna sorta. Ecco perché bisogna passare dalla fase di protesta a quella di proposta e in questo senso va riguadagnato un rapporto vero, ma anche leale e propositivo e non solo pregiudizievole, con la politica e il variegate mondo dei movimenti”

Parla chiaro al suo esordio pubblico il nuovo segretario della Cgil di Taranto, Giuseppe Massafra, che nella conferenzta stampa tenuta stamane ai Tamburi (presenti Paolo Peluso ed Eva Santoro) comincia proprio dalla necessità di ridare valore alla rappresentanza sindacale, come strumento per la tutela e la difesa dei diritti dei cittadini e dei lavoratori: “La rappresentanza sindacale ha il dovere anche di evitare che le battaglie sul futuro del territorio, che hanno radici storiche profondissime, prendano la strada dettata da mal di pancia populisti e, troppo spesso, qualunquisti”.

“La vertenza Ilva, la vertenza Eni, così come la destrutturazione del comparto manifatturiero non sono vertenze diverse – spiega poi Massafra – ma sono l’intreccio in cui si sviluppano altre centinaia di vertenze a catena. Perché non si può immaginare un nuovo modello di sviluppo sostenibile ed eco-compatibile se non si attrezza un adeguato piano di rilancio ed efficientamento della Pubblica Amministrazione, se non si mantiene alta guardia sul tema degli  appalti pubblici e privati, se si abbassa l’attenzione sui lavori emergenti, spesso figli di una disoccupazione di ritorno, dall’agricoltura al fumoso mondo delle finte partite Iva”

Così Giuseppe Massafra fino a ieri difensore di un manifatturiero che con la Miroglio si confrontava con la desolazione di una fabbrica vuota, oggi da segretario generale parla di vertenze che si muovono sullo stesso piano a cui la Cgil “deve tentare di dare una visione strategica comune”.

“Serve una visione del territorio che mentre si scontra con una delle più difficili sfide di tutti i tempi, non può tralasciare il passato, dove il territorio deve andare a ritrovare la sua forza. Siamo in un periodo di transizione e con il processo di ambientalizzazione  in Ilva o gli investimenti Eni o nel Porto a Taranto si decide su un pezzo, direi fondamentale, delle politiche industriali del nostro Paese. Dopo decenni di sfruttamento incondizionato del territorio, con ricadute che dal punto di vista ambientale e della salute dei cittadini hanno generato il disastro che tutti conosciamo, il tema è decidere come ci attrezziamo nel presente per accogliere il migliore dei futuri possibili, in una condizione di totale inadeguatezza dell’apparato economico-produttivo locale, per attutire l’onda lunga dello smobilitamento o della delocalizzazione”.

“Come Cgil non forniremo alibi a nessuno, mentre i capitalisti pubblici e privati non aspettano altro. Ora esiste una consapevolezza nuova, molto diversa dalla vaporizzazione delle responsabilità individuali che ci hanno reso tutti responsabili del disastro. E per questo non diremo all’Ilva o all’Eni andatevene. Diciamo piuttosto rimanete qui, pagate con i vostri soldi il risanamento e la bonifica perché anche Taranto ha diritto ad immaginarsi un futuro oltre voi”

In perfetta continuità con il passato Massafra dunque torna a difendere il lavoro che c’è, ma dai suoi 34 anni chiede al territorio di fare massa critica, di tornare ad esprimersi collettivamente dentro e fuori le fabbriche. Alle grandi imprese dobbiamo togliere gli alibi per fuggire  a tutti noi dobbiamo togliere la paura di agire”.

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