19 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Settembre 2021 alle 22:47:00

Cronaca

Il molo in balìa delle onde


TARANTO – C’è chi già paventa l’ennesima sottrazione di servizi per il territorio. Il porticciolo turistico Sant’Eligio è in bilico. Lunedì scade il contratto di gestione della società Italiana Servizi. Ma, in attesa che venga affidato il nuovo appalto, il molo rischia il blocco. Con la Italiana Servizi in liquidazione volontaria, si dovrà cercare una soluzione in extremis per garantire una gestione provvisoria in attesa che vengano valutate le offerte arrivate all’autorità portuale (pare almeno sette). Appeso ad un filo anche il futuro della decina di operatori che al molo lavorano da nove anni e che, intanto, hanno già ricevuto le lettere che anticipano il licenziamento da parte del liquidatore della società.

Ma ad arrivare in questi giorni sono stati anche altri avvisi, questa volta indirizzati agli armatori. Oltre duecento sono le barche ormeggiate al Sant’Eligio che dovranno lasciare libero il molo. Ad intervenire è l’Assonautica provinciale che parla di “querelle”: “il 12 marzo scade il contratto della società Italiana Servizi a cui il Comune aveva affidato la gestione dei servizi del porticciolo turistico, gioiello della nautica da diporto tarantina nel suggestivo paesaggio della città vecchia. La contesa burocratica vede attori principali l’Autorità Portuale che ha indetto una gara pubblica per individuare il nuovo gestore, il Comune/concessionario e l’associazione di imprese Italiana Servizi, già in liquidazione volontaria”. Ma i veri protagonisti passivi della vicenda per Assonautica restano gli armatori (di cui molti soci di Assonautica) che “si ritroverebbero praticamente senza il gestore del porticciolo”. Assonautica lancia l’allarme: “Secondo le voci ricorrenti, si prospetta l’interruzione di un servizio pubblico, ovvero dei servizi propri del porticciolo turistico”. Sulla questione che – se non ci saranno fatti nuovi – avrà il suo epilogo fra tre giorni, il presidente di Assonautica, Vincenzo Cesareo: “non è possibile assistere inermi all’ennesimo scippo perpetrato alle spalle della nostra città: non è possibile che una struttura pubblica, finanziata con i soldi della comunità, dopo pochi anni di vita, abbandoni a sé stessi oltre duecento armatori. Siamo di fronte all’ennesimo esempio di una comunità capace di fare grandi cose ed incapace di gestirle come dovrebbe fare un buon padre di famiglia. Il Molo Sant’Eligio rappresenta un “gioiello” al servizio della nautica da diporto e del turismo nautico. E’ giusto che l’Autorità Portuale segua le corrette procedure ma non consentiamo che il molo divenga Terra di Nessuno, auspichiamo come Assonautica che possa essere trovata una opportunità condivisa, anche provvisoria, in modo tale che le barche del Sant’Eligio “non restino in balìa delle onde””.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche