08 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 08 Maggio 2021 alle 07:01:43

Cronaca

Piano Cimino, c’è la “controdiffida” da parte del Comitato Taranto Futura

Il Comune «non deve adottare provvedimenti illegittimi». Lunedì seduta decisiva della Cat


«Diffida al Comune di Taranto, in persona del Sindaco Ippazio Stefàno, e l’architetto Silvio Rufolo, dirigente Urbanistica e Edilità, ad astenersi nell’adottare ogni provvedimento illegittimo in merito alla richiesta de “Gallerie Commerciali Italia spa “e” Due Mari” srl , in ordine al cosiddetto Piano particolareggiato Cimino».

Dopo l’istanza dell’Auchan, notificata al Comune quattro giorni fa, di cui abbiamo dato conto nell’edizione di venerdì di Taranto BuonaSera, arriva la “controdiffida” del comitato cittadino Taranto Futura, presieduto dall’avvocato Nicola Russo.

Le due società, Gallerie Commerciali Italia spa e Due Mari srl, hanno diffidato il Comune di Taranto, ai sensi dell’art., 2 della Legge
n. 241/90, di sostituirsi (nella persona del Dirigente arch. Silvio Rufolo – Direzione Urbanistica ed Edilità) al Consiglio comunale per l’adozione del cosiddetto Piano particolareggiato Cimino ovvero per la nomina di un Commissario ad acta, in ordine alla realizzazione di una grande struttura di vendita, per la sostituzione dell’attuale “nucleo Brico” e per l’ampliamento della Galleria del Centro commerciale Auchan.

Oggi, la guerra a colpi di carte bollate prosegue con il comitato Taranto Futura che diffida il Comune dall’adottare qualsiasi provvedimento riguardante la realizzazione dei progetti dell’Auchan. «Con sentenza del Tar Lecce n.114/2006 e del Consiglio di Stato n. 4829/2007, passate in giudicato – scrive il giudice amministrativo ha vietato lo sviluppo edilizio lungo l’asse viario Taranto – San
Giorgio, al fine di riaggregare il costruito e prediligere l’occupazione dei vuoti esistenti tra il nucleo storico della città e delle periferie, a fronte della mancata crescita demografica della città di Taranto, così come evidenziato nella motivazione delle citate sentenze. L’art. 21 septies della Legge n. 241/1990 statuisce che: “E’ nullo il provvedimento amministrativo che manca degli elementi essenziali, che
è viziato da difetto assoluto di attribuzione, che è stato adottato in violazione o elusione del giudicato, nonché negli altri casi espressamente previsti dalla legge”.

E’ ben noto – rimarca l’avvocato Russo – che in coerenza con l’impostazione soggettiva dell’azione giudiziale amministrativa, e in
linea con l’orientamento interpretativo della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, l’amministrazione non può rimettere in discussione quanto accertato in sede giurisdizionale (vedi: Cedu, 18 novembre 2004, Zazanis c. Grecia), a fronte del fatto che il Consiglio di
Stato, sez. VI, con sentenza del 19 giugno 2012, n. 3569, ha statuito che l’ampiezza dell’accertamento sostanziale contenuto nella sentenza passata in giudicato condiziona gli spazi di applicabilità anche della normativa sopravvenuta (vedi anche: Consiglio
di Stato, Sez. IV, sentenza n. 275/ 2013). Pertanto, è illegittimo ed arbitrario ogni provvedimento comunale diretto ad esaudire le richieste de le Gallerie Commerciali Italia spa e Due Mari srl».

Quindi il comitato Taranto Futura diffida il Comune e il dirigente Rufolo «ad adottare ogni provvedimento illegittimo».

Intanto per lunedì è stata convocata la commissione assetto del territorio. Quella che prenderà il via alle 9, a Palazzo Latagliata,
potrebbe essere la seduta decisiva per il piano Cimino.

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