Cronaca

Eni, giornata di sciopero e manifestazione: Taranto c’è

Martedì presidio alla raffineria jonica


Raffinazione in calo e possibili riduzioni negli stabilimenti: per i lavoratori dell’Eni scatta domani lo sciopero. E Taranto, con i suoi 1.400 dipendenti – tra diretti e indotto – non mancherà all’appuntamento.

Lo ha ribadito l’assemblea riunita nei giorni scorsi con i  lavoratori dello stabilimento tarantino. Domani, 29 luglio, sarà sciopero per i 30mila dipendenti che il gruppo conta in Italia. Si sono mobilitati dopo l’annuncio del gruppo su un parziale disimpegno nel Paese.  Mentre, alla manifestazione in programma nel primo pomeriggio – alle 15 – davanti a Montecitorio – i numeri dovranno essere decisamente più ristretti come da indicazioni della prefettura di Roma.

Da Taranto, spiega Amedeo Guerrieri, della Uilm, si muoveranno quattro, cinque macchine per partecipare alla manifestazione nazionale.

Da Roma a Taranto dove, dalle sette del mattino fino alle 18, ci sarà un presidio davanti all’ingresso principale della raffineria mentre lo sciopero andrà avanti per l’intera giornata. In attesa di conoscere il piano industriale, i sindacati esprimono preoccupazione. Del resto nella stessa assemblea della scorsa settimana l’attenzione è stata concentrata sulla crisi che investe il settore della raffinazione – un discorso che vale per l’Italia come per l’Europa – e sono state espresse “forti preoccupazioni sul futuro produttivo e occupazionale del sito di Taranto”.

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