Cronaca

Raccolta differenziata, altro che successo

Per Taranto Turismo la gestione del servizio è irrazionale: “Impensabile ritirare i rifiuti organici tre volte la settimana anche nelle attività commerciali”


“Non è il caso di sbandierare risultati incoraggianti per quel che riguarda la raccolta differenziata a San Vito, Lama e Talsano, dove soprattutto in questi giorni, cumuli di rifiuti in diversi angoli delle borgate (nelle foto, ndr) sono l’immagine chiara e degradante di una scarsa igiene in zone che invece dovrebbero essere oggetto di particolare cura ”.

Le dichiarazioni di Irene Lamanna, presidente dell’Associazione Taranto Turismo, seguono la conferenza stampa tenuta a Palazzo di Città dal sindaco Stefàno e dal presidente dell’Amiu Cangialosi, “nel corso della quale si è parlato di un servizio di raccolta differenziata a San Vito, Lama e Talsano assolutamente funzionante”.

Per Lamanna l’organizzazione del servizio è irrazionale, tanto da influire seriamente sulla buona riuscita della raccolta.
“Gli utenti devono essere messi in condizione di contribuire in maniera concreta. Per questo motivo non è pensabile ritirare l’organico dagli esercizi commerciali con la stessa cadenza con cui vengono ritirati i rifiuti prodotti nelle abitazioni private, cioè tre volte a settimana. I ristoranti, le salumerie, le gastronomie, gli hotel dovrebbero trattenere nei locali i sacchetti dell’umido fino al successivo ritiro, esponendosi così a controlli dei Nas e dell’Asl e quindi a probabili multe e chiusura dell’attività”.

Un altro esempio di inopportuna gestione del servizio di raccolta differenziata è rappresentato, per il presidente di Taranto Turismo, dalla recente eliminazione dei contenitori per il vetro. “In alcuni casi è necessario percorrere fino a otto km per lasciare questo materiale e non sempre i cittadini hanno la possibilità di farlo. Si pensi – evidenzia Lamanna – agli anziani che vivono soli e che non sono automuniti!”

Gli effetti sono facilmente immaginabili: il vetro viene buttato nell’indifferenziato o, nella peggiore delle ipotesi, per strada.
Non si può – conclude Irene Lamanna – parlare di turismo, se prima non si affrontano problemi di questo tipo che, se irrisolti, non consentono sicuramente di veicolare un’immagine finalmente edificante di Taranto”.

Una critica, che vuole essere costruttiva, mossa da chi ha scelto da anni di investire tempo ed energie nel turismo, convinta delle grandi potenzialità della terra ionica e del suo mare.

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