13 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Maggio 2021 alle 08:42:20

Cronaca

E ora “investiamo” sull’Università

Il documento di Cgil, Cisl e Uil: formazione strategica per l’economia


Taranto e l’Università. Il tema dell’estate, lanciato dall’appello-manifesto per il consolidamento del polo universitario ionico diffuso dal Rettore, continua a tenere banco.

Ad intervenire sono i segretari di Cgil, Cisl e Uil (rispettivamente Massafra, Fumarola e Turi) che “esprimono la loro convinta adesione all’appello lanciato dall’Università di Bari”.

L’occasione è però buona anche per esprimere alcune valutazioni di merito sull’argomento.

“Le politiche della formazione, nella loro più ampia accezione, quindi, scuola, formazione, alta formazione, università sono state da noi sempre, e non da ultimo, ritenute centrali nei processi di crescita della nostra comunità e, conseguentemente, proprio perché reputate di alto valore strategico, poste alla base delle politiche di sviluppo. Tant’è che da una valutazione specifica condotta sullo stato di quelle locali, le scriventi l’hanno assunta al rango di ‘emergenza’, alla stregua di quella ambientale, di quella sanitaria e di quella occupazionale”. Il riferimento è al progetto sulle emergenze del territorio consegnato dai sindacati al Ministro Orlando e per il tramite del Prefetto anche ai Componenti del Tavolo Interistituzionale per Taranto presso la Presidenza del Consiglio. Un intero paragrafo di quel documento è stato dedicato all’Università.

Cgil, Cisl e Uil precisano, inoltre, che “da tempo ormai sostengono la necessità di emanciparsi dalle ‘monoculture’, non solo da quella dell’acciaio, come fattore di crescita culturale prima ancora che economico, e che sia impreciso ritenere che non vi sono possibilità di sviluppo proponendo la valorizzazione di una economia aggiuntiva che metta a frutto tutte le potenzialità del territorio che sono ampie e di grande interesse”.

“Il rilancio dell’Arsenale di Taranto, lo sviluppo della cantieristica navale e, più recentemente, la “rottamazione” delle navi, unitamente all’articolazione di un vero  proprio polo per la bonifica dei siti inquinati, per proseguire con le politiche a tutela della salute del welfare, gli investimenti in infrastrutture e per finire con la macro direttrice della logistica e della portualità” queste sono solo alcune delle opzioni di cui il territorio dispone per i sindacati. “Potremmo proseguire ancora con la rigenerazione urbana, l’avionica e l’aerospazio, l’agroa¬limentare di qualità, senza sottovalutare le indiscutibili vocazioni turistiche di ampi tratti del nostro territorio”.

All’Università e, più in generale, la filiera della conoscenza, il compito “non lieve” di organizzarle, di articolarle con una forte radice scientifica, “al fine di farne fattore stabile di sviluppo e di crescita che si radica in modo armonico e prospettico investendo e valorizzano il capitale umano di cui dispone il territorio”.

Per tali motivazioni, i sindacati ritengono che “Taranto non abbia solo bisogno di un piano pluriennale di investimenti, ma anche di regole specifiche (le cosiddette deroghe) in grado di tracciare un percorso di crescita dell’intero Polo al di fuori delle strettoie imposte dalle rigide e angoscianti maglie della burocrazia italiana”.

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