24 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Luglio 2021 alle 21:10:00

Cronaca

Di Tinco, giallo sulla morte


TARANTO – Istigazione al suicidio a carico di persone da identificare. E’ questa l’ipotesi di reato sulla quale sta lavorando la Procura nel tentativo di decifrare la morte di Vincenzo Di Tinco, il commerciante ginosino di sessant’anni che due giorni fa si è tolto la vita impiccandosi ad un albero. L’inchiesta stamani è decollata dopo che i carabinieri hanno consegnato un primo rapporto sulla tragedia al pm Filomena Di Tursi. Nel plico consegnato al magistrato c’è anche la lettera di due pagine abbandonata dall’uomo sul sedile della sua macchina poco prima di suicidarsi.

In quella lettera la vittima ha descritto le sue ultime ore di vita ed il tormento per le difficoltà economiche in cui era improvvissamente piombato. Giovedì pomeriggio si era recato in banca per chiedere la copertura di 1.300 euro per una ricevuta bancaria relativa al pagamento di uno dei suoi fornitori. In quel colloquio. però, qualcosa è andato storto. La copertura finanziaria non è arrivata. L’episodio potrebbe essere l’ultimo di una serie di incomprensioni con l’istituto di credito. L’uomo, infatti, aveva già un contenzioso con la banca, che era iniziato nel mese di Gennaio. In 15 mesi dal suo conto erano stati stornati 5.300 euro a titolo di commissione, invece di 56. Un errore evidente del quale la stessa banca si era resa conto restituendo il denaro. Ma Di Tinco si era rivolto all’avvocato Giuseppe Lecce per avere chiarimenti e chiedere un risarcimento alla banca. Da quel momento il rapporto tra il commerciante e la banca si era incrinato. “Chiederemo di acquisire i filmati delle telecamere a circuito chiuso. Vogliamo capire – dice l’avvocato Giuseppe Lecce – con chi ha parlato prima di uccidersi”.

A.M.

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