09 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 09 Maggio 2021 alle 18:23:49

Cronaca

“Benvenuto” a Renzi. Ma non ci dica che…

Il presidente di “Taranto c’è” sull’annunciata visita


Renzi sarà a Taranto. Lo ha annunciato lo stesso premier indicando, tra le tappe del suo ‘tour’, anche il capoluogo ionico. In attesa di conoscere la data della visita, Luigi Albisinni, presidente di “Taranto c’è” rivolge al presidente del Consiglio una lettera aperta. “Ho appreso che intende a breve recarsi, tra le altre, nella città di Taranto – scrive rivolgendosi a Matteo Renzi. Ne sono felice così come, ritengo, i tarantini”. C’è un grosso ‘ma’.

“Ora, signor Presidente, per favore, non venga a Taranto per dire alla gente di Taranto, stanca di parole e di promesse mai mantenute: che l’Ilva è la prima industria in Europa per la produzione dell’acciaio; che i diritti costituzionali alla salute ed al lavoro vanno rispettati e tutelati; che il Governo ha recentemente garantito il finanziamento di 500.000 euro che le Banche dovrebbero erogare all’Ilva (è evidentemente consapevole che si tratta di una goccia nel “Mar Grande” di Taranto e che, tra l’altro, le Banche forse erogheranno una cifra di molto inferiore); che il Governo ha recentemente nominato il “nuovo” Commissario per la attuazione del Piano ambientale”.

Fin qui quello che i tarantini non vorrebbero sentirsi dire. Ed ecco invece quello che ‘Taranto c’è’ si aspetta di ascoltare: “Signor Presidente, per favore, venga a Taranto per dire alla gente di Taranto (dimenticata, ferita, umiliata nella sua storia, nella sua cultura, nella sua dignità) nel rispetto delle centinaia di morti che i veleni hanno provocato e nel rispetto del lavoro di decine di migliaia di lavoratori: che il Governo ha capito che l’inquinamento ambientale è stato prodotto dalla industria statale l’Italsider, per oltre trenta anni, sino alla “svendita” nel 1996 dello Stabilimento all’Ilva ai Riva che hanno proseguito ed incrementato a distribuire veleni e morte; e nei confronti dei quali la Magistratura ha emesso i noti provvedimenti restrittivi e di sequestro.

Signor presidente – esorta Albisinni – venga a Taranto per dire che si impegna affinché il Governo provveda a reperire e stanziare al più presto i milioni di Euro necessari ad una efficace e definitiva bonifica ambientale; venga a Taranto per dire che ha compreso che si tratta della moralità e dell’etica dello Stato che, per primo, deve attuare il principio “chi inquina paga”; che, nel contempo, i fondi sequestrati alla famiglia Riva con i provvedimenti della Magistratura Tarantina saranno destinati subito alle bonifiche”. In conclusione, “se non può assumere un tale impegno – suggerisce il presidente del movimento ‘Taranto c’è’ –  la sua visita a Taranto, città mortificata anche nel settore dei trasporti, essendo, come noto, sprovvista di moderna linea ferroviaria e mutilata di linea aerea civile dall’aeroporto di Grottaglie, sarebbe del tutto inutile e costituirebbe offesa alla dignità della straordinaria gente di Taranto che crede in Lei Signor Presidente (che sta dimostrando di essere concreto e di pensare alle future generazioni) quale ultima speranza per una effettiva “rinascita” della città, dei suoi cittadini e soprattutto dei giovani, i quali non devono essere costretti ad abbandonare la loro terra, cancellando le loro radici. Se l’Italia deve “cambiare verso”,  si inizi dalla città di Taranto”.

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