17 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Aprile 2021 alle 19:58:19

Cronaca

La mani della mala sulle corse truccate

IPPODROMO PAOLO VI DI TARANTO
IPPODROMO PAOLO VI DI TARANTO

TARANTO – Un plotone di quarantasette imputati alla sbarra. Accusati di aver messo in piedi una vera e propria associazione a delinquere con l’obiettivo di alterare i risultati delle corse ippiche al trotto per intascare i soldi delle giocate. Nomi importanti, tra i quali spiccano quelli di Peppe Florio (imputato ‘di punta’ nel processo antimafia Scarface), Mario Babuscio, Antonio Papa, Carlo Lombardi e Ignazio Taurino. Appuntamento importante quello di oggi in tribunale, davanti al gup, per il procedimento sulle corse truccate all’ippodromo Paolo VI di Taranto, ma anche in altre strutture italiane, come quelle di Napoli, Caserta.

Un’inchiesta lunga e complessa, quella che ha ricostruito il ruolo svolto dai presunti componenti dell’associazione criminale e i sistemi utilizzati per taroccare le corse; per i quarantasette imputati il compianto pubblico ministero dottor Italo Pesiri aveva chiesto il rinvio a giudizio per associazione a delinquere, truffa e atti fraudolenti finalizzati ad alterare il corretto e leale svolgimento delle competizioni sportive. Oggi in udienza uno degli imputati ha fatto richiesta di abbreviato, mentre il pm Caputi Ferreri ha chiesto il processo in ordine al reato associativo. Sulle altre contestazioni pende la spada di Damocle della prescrizione. Ad ogni buon conto, il giudice dell’udienza preliminare emetterà il primo verdetto sul caso in occasione della prossima udienza, in programma il 28 maggio. Stando alla ricostruzione dell’accusa, fantini infedeli sarebbero stati ‘convinti’ a suon di mazzette ad alterare l’esito delle gare al fine di favorire la vittoria del cavallo su cui si concentravano un numero sin troppo numeroso di giocate, e non a caso a far scattare in alcune occasioni l’annullamento delle competizioni e, in un secondo momento, l’inchiesta della Procura è stato proprio l’eccessivo numero di puntate su un unico cavallo. Assolutamente estranei a ogni addebito i gestori degli impianti. Le truffe contestate sarebbero state perpetrate diversi anni fa, con i fatti che risalgono agli anni 1996-2003. Uno delle persone coinvolte nella vicenda è stata ammazzata, in un agguato proprio all’uscita da un ippodromo, quello di Aversa, nel 1997. Ad essere vittime dei risultati falsati, oltre agli scommettitori onesti, l’Unire ed i Monopoli di Stato.

G.D.M.

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