19 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Settembre 2021 alle 22:47:00

Cronaca

Ilva, le tute blu domani a Bari


TARANTO – Un centinaio di lavoratori dell’Ilva sono pronti. Si sono dati appuntamento per domani. Tutti a Bari per una protesta civile contro le istituzioni ed a sostegno dell’azienda per la quale lavorano. Revisione dell’Aia, ordinanza sindacale e, non da ultimo, quel processo per disastro ambientale, potrebbero mettere a rischio il loro posto di lavoro. Ed è per questo che domani, in occasione di una tavola rotonda, che si terrà al Politecnico di Bari, alla quale parteciperà anche il ministro dell’Ambiente Corrado Clini, sul tema delle “aree industriali dismesse: una risorsa per il Paese, metteranno in scena una protesta civile ma significativa anche perché è la prima volta, in 50 anni di stabilimento, che i lavoratori protestano contro le Istituzioni.

Nei giorni scorsi quel centinaio di dipendenti del colosso dell’acciaio hanno scritto ed inviato una lettere al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al Presidente del Consiglio Mario Monti, al Presidente della Regione Nichi Vendola, al sindaco di Taranto Ippazio Stefàno ed al Presidente della Provincia Gianni Florido. “”Io non ci sto” è stata la frase con la quale il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro volle porre fine “alla tortura” del “tintinnar di manette” – si legge nella missiva. Allo stesso modo, con l’umiltà che ci deve contraddistinguere, “noi non ci stiamo” ad assistere a questo gioco al massacro che si è scatenato nei confronti della nostra azienda e di noi lavoratori che sentiamo il dovere di dare l’allarme. E’ lo sfogo di noi lavoratori dell’Ilva, che in questo particolare momento di congiuntura mondiale e soprattutto nazionale, piuttosto che sentirsi orgogliosi di appartenere ad un sano gruppo industriale che permette di lavorare, vivono uno stato di angoscia e dolore derivante dalla responsabilità di far funzionare al meglio, ciò che per molti è un vanto tecnologico, per taluni, invece, è il “mostro che uccide” l’uomo e l’ambiente. “Ilva, dai fumi malattie e tumori” “L’Ilva avvelena Taranto”, “Taranto, ecco la strage dell’Ilva…” “questi sono alcuni titoli giornalistici che a noi lavoratori addolora dover leggere”. I dipendenti dell’Ilva, pronti a protestate civilmente a Bari lanciano un appello a Napolitano: “Signor Presidente “noi non ci stiamo” a sentirci correi di alcun atto delinquenziale; signor Presidente “Noi non ci stiamo” a sentirci assassini dei nostri figli e di quelli altrui; signor Presidente, non si può indurre degli onesti lavoratori a compiere gesti inconsulti per difendere i propri figli e le proprie famiglie. Signor Presidente, i lavoratori del-l’Ilva di Taranto pretendono rispetto. E’ avvilente assistere quotidianamente – continua la lettera – ad attacchi spregiudicati di coloro che colpevolmente sminuiscono, con troppa superficialità, il nostro operoso lavoro, necessario all’ottenimento di significativi risultati che hanno concretamente contribuito alla radicale metamorfosi compiuta dalla nostra azienda a favore della “sicurezza del lavoro” e “dell’ambiente” permettendo di segnare una netta linea di demarcazione tra il passato e il presente”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche