12 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 12 Maggio 2021 alle 17:00:38

Cronaca

Piano Cimino, Stefàno in pressing sui dirigenti: “Metteteci nelle condizioni di lavorare”

Il Sindaco chiede che il Consiglio non venga esautorato da una decisione che avrà importanti ricadute sulla comunità tarantina


«Il Consiglio comunale non è stato messo nella condizioni di esprimersi». E’ quanto ha scritto il Sindaco Ippazio Stefàno a dirigenti ed assessori per sollecitare il via libera al provvedimento per permettere alla massima assise municipale di esprimere un parere
sul piano Cimino.

Come noto, si tratta del progetto che prevede la realizzazione di alloggi, fabbricati e centri commerciali nella zona est della città. Nei giorni scorsi, a Palazzo di Città, è arrivata l’ennesima istanza di Auchan che assegna 30 giorni di tempo al Consiglio per l’approvazione, in caso contrario è stata chiesta la nomina di un commissario ad acta.

«Mi giunge, indirizzato per conoscenza e a mezzo raccomandata – scrive Stefàno – l’atto con il quale la soc. Gallerie commerciali Italia spa e la soc. Due Mari chiedono al dirigente all’Urbanistica, arch. Rufolo, l’intervento sostitutivo di cui all’art. 2 comma 9 – ter della legge 241/ 2000 negli adempimenti propri del Consiglio comunale, relativamente agli atti riguardanti il piano particolareggiato in località Cimino. In proposito non può sfuggire il rilievo che sull’argomento a tutt’oggi il Consiglio comunale non è stato messo nella condizione di esprimersi. E’, dunque, spontaneo chiedersi cosa osti a ciò, ed a che punto è la fase istruttoria e se su di essa si è già espressa la commissione assetto».

Dopo aver chiesto chiarimenti sull’iter del provvedimento, il sindaco sollecita il via libera della commissione (la Cat, presieduta da Giovanni Guttagliere, ha approvato la proposta di delibera lo scorso 28 luglio) per permettere al Consiglio di esprimersi sul progetto.

«Sono interrogativi – scrive – che meritano una puntuale risposta, ma quello che soprattutto necessita, è che sulla vicenda vi sia un pronunciamento definitivo da parte del Consiglio comunale evitando che su di essa sia altro organo appositamente nominato ad esprimersi su scelte strategiche che, invece, non possono che appartenersi al massimo organo di rappresentanza cittadina che è il Consiglio comunale, peraltro competente invia esclusiva in materia, giusta art. 42 del tuel 267/2000 e viste le connesse implicazioni
degli interessi generali e collettivi della comunità. Questi ritardi, invece, se perpetuati possono concretamente determinare che il Consiglio comunale venga in ciò surrogato; in proposito devo supporre che nessuno di noi auspichi una siffatta circostanza che si sostanzierebbe in una abdicazione del proprio munus elettivo».

Come detto, la commissione assetto del territorio ha poi proceduto all’approvazione della proposta di delibera che, quindi, passerà al
vaglio del Consiglio che, con ogni probabilità, si terrà tra fine agosto e inizio settembre.

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