22 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Settembre 2021 alle 16:52:00

Cronaca

Giudice e avvocato in manette: caccia al terzo uomo


TARANTO – Una microcamera nascosta sulla giacca, come in un film, per ripredere tutto. Un potente registratore in tasca, per rendere le parole pesanti come pietre. E banconote fotocopiate, da consegnare nelle mani dell’avvocato. Così sono stati incastrati Pietro Vella, magistrato del tribunale civile di Taranto, e l’avvocato Fabrizio Scarcella, arrestati ieri sera con la pesante accusa di concussione. Il prezzo che un imprenditore avrebbe dovuto pagare per ‘aggiustare’ una causa era di 8.000 euro: tanti ne avrebbe chiesti il legale dello stesso imprenditore, Scarcella appunto, per garantire un sentenza favorevole firmata da Vella.

Nella clamorosa vicenda c’è anche un terzo uomo, sul quale ora sono puntati i riflettori degli investigatori. Un sedicente funzionario dell’agenzia dell’entrate che, due settimane fa, avvicina l’imprenditore, gli preannuncia il sequestro di una stazione di servizio di sua proprietà e gli ‘raccomanda’ proprio l’avvocato Scarcella per risolvere la questione. Quando il sequestro patrimoniale – sul quale venerdì avrebbe dovuto esprimersi Vella – arriva davvero, l’imprenditore va da Scarcella, fa finta di stare al gioco ma racconta tutto ai carabinieri ai quali consegna anche la registrazione dell’incontro, effettuata ovviamente di nascosto al legale. I militari dell’Arma di Taranto, quindi, hanno fatto scattare la trappola, coordinati con la Procura della Repubblica di Potenza – competente per i fatti riguardanti i magistrati in servizio nel capoluogo ionico – e con il magistrato di turno, il sostituto procuratore Mariano Buccoliero. E’ stata una lunga giornata, quella di ieri. In mattinata l’imprenditore, che è assistito dall’avvocato Emidio Attavilla, si è presentato nello studio di Scarcella con un acconto di 4.000 euro e, soprattutto, con telecamere e registratore. Quindi, hanno fatto scattare le manette prima del rendez vous tra il giudice Vella ed il legale, presentatosi all’appuntamento con 2.000 euro. Adesso spetterà al giudice per le indagini preliminari, probabilmente quello di turno a Potenza, decidere se convalidare o meno l’arresto del magistrato, difeso dall’avvocato Carlo Petrone, e del legale, difeso dagli avvocati Luca Balistreri e Franco De Feis. Nel contempo, si punta ad identificare il terzo uomo, che aveva anticipato all’imprenditore la trama di quello che sembra un film. Che non è ancora finito, e promette un finale sorprendente.

Giovanni Di Meo

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