07 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 06 Maggio 2021 alle 15:58:04

Cronaca

I residenti delle case pericolanti: “Da qui non ci muoviamo”

La protesta: “Altro che albergo. Vogliamo le nostre case”.


Otto edifici, ventuno famiglie, una trentina di minori e un’ordinanza di sgombero. Nonostante il provvedimento firmato ieri dal sindaco Stefàno, i residenti di città vecchia, che da quasi tre anni vivono negli immobili sequestrati qualche settimana fa dalla Guardia di Finanza, non intendono muoversi da lì: “A scopo precauzionale – ha scritto il primo cittadino – ed a salvaguardia della salute e della incolumità privata, si rende necessario eseguire con urgenza lo sgombero coatto”.

Stamattina, le famiglie di via Di Mezzo, hanno tenuto una conferenza stampa per spiegare la loro posizione. “Il Comune ci ha mandato in queste case circa tre anni fa, doveva essere una soluzione temporanea in attesa dell’assegnazione delle case ma ora vogliono cacciarci fuori anche di qui”.

Le loro case sono finite sotto sequestro nell’ambito dell’indagine per “truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche”. Il loro timore è che, una volta usciti dalle abitazioni ritenute pericolanti, per loro si apra una futuro fatto di sistemazioni provvisorie e quelle che si definiscono “soluzioni tampone”.

Queste le richieste ribadite questa mattina: “Nessuna soluzione temporanea (come soggiorni in alberghi, in ostelli, in B&B o in appartamenti vincolati da contratti di locazione temporanei) sarà accettata. Pretendiamo l’assegnazione urgente e definitiva di case che rispettino le condizioni di ogni singolo nucleo familiare, con documentazione che accerti, di forma sicura e trasparente, l’idoneità e la stabilità delle stesse. Pretendiamo che gli appartamenti oggetto di futura assegnazione siano previamente visionati dai futuri abitanti. Pretendiamo che la pubblica amministrazione si assuma l’obbligo di rispettare la scelta di quelle famiglie che esprimono la volontà di restare nella città vecchia dunque, che si attivi nel ricerca di soluzioni abitative idonee nell’isola. È necessario, inoltre, operare per la messa in sicurezza degli stabili sotto sequestro preventivo affinché possano essere riqualificati e restituiti alla pubblica fruizione. Queste volontà devono essere eseguite, senza condizioni, da chi ha la possibilità di poter provvedere alla sistemazione di tutti i nuclei famigliari coinvolti che invitano il sindaco a recarsi presso gli stabili oggetto di sgombero al fine di visionare personalmente lo stato di degrado presente nell’area”.

 

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