04 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Agosto 2021 alle 20:35:00

Cronaca

Spunta una seconda lettera


Nichi Vendola

TARANTO – Una seconda lettera, scritta al Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, spunta dalle indagini sul caso del suicidio di Vincenzo Di Tinco, il commerciante ginosino che si é tolto la vita impiccandosi ad un albero di una campagna di sua proprietà lo scorso giovedì. “Signor presidente, per favore aiuti la mia famiglia. Mi rivolgo a lei perchè ci credo” è la prima frase della lettera al presidente della Regione. Sul sedile posteriore della sua auto sono stati trovati i fogli che l’uomo ha lasciato prima di suicidarsi.

Nella lettera al Presidente della Regione, Di Tinco racconta la sua odissea, fatta di contenziosi con la banca e di mancanza di liquidità. Spiega di aver avuto problemi con l’istituto di credito dopo che la banca gli avrebbe erroneamente stornato commissioni per un totale di più di 5.000 euro. Dopo l’azione legale i rapporti con l’istituto di credito si erano incrinati, fino all’ultimo rifiuto della banca di coprire un assegno di 1.300 euro per un debito verso un fornitore. Nella lettera il commerciante chiede al presidente Vendola di aiutare la sua famiglia. Ed è proprio alla moglie e ai suoi tre figli che rivolge le parole disperate dell’altra lettera ritrovata. Fogli dal contenuto drammatico, dove si scusa per il gesto che sta per compiere. Spiega di non riuscire più a combattere la situazione che si era creata. “Chiedo a te, amore mio, ed ai miei ragazzi di perdonarmi”. Prosegue l’inchiesta condotta dal pm Filly Di Tursi, dopo le testimonianze dei familiari, assistiti dal legale Giuseppe Lecce. Lo stesso avvocato ha richiesto di acquisire i filmati a circuito chiuso della banca.

A.M.

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