12 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 12 Aprile 2021 alle 07:19:17

Cronaca

Interrogatorio fiume per Scarcella. Vella in ospedale


TARANTO – Interrogatorio fiume in carcere per l’avvocato Fabrizio Scarcella. Il professionista è comparso dinanzi al gip Martino Rosati nel giorno degli interrogatori di garanzia per l’inchiesta che vede al centro lui e il giudice Vella. L’avvocato e il magistrato, come si ricorderà, sono stati arrestati in flagranza di reato martedì sera. Secondo l’accusa, avrebbero chiesto una tangente da 8.000 euro ad un imprenditore per aggiustare una causa che era al vaglio proprio del giudice tarantino in servizio in una sezione del tribunale civile ionico.

Questa mattina l’avvocato Scarcella, che è assistito dagli avvocati Luca Balistreri e Franco De Feis, ha scelto di parlare al varco dell’interrogatoria, condotto per rogatoria dal gip Martino Rosati. Stando alle primissime indiscrezioni, Scarcella avrebbe fornito una sua lettura della vicenda contestando l’accusa di concorso in concussione che gli è rivolta dai pm inquirenti. Scarcella non ha potuto fare altro che prendere atto delle indagini condotte dai carabinieri sull’inquietante caso che ha fatto moltissimo rumore in città. Non ha potuto contestare, quindi, i contatti con quell’imprenditore che ha denunciato il tentativo di ricatto. Però ha respinto l’accusa di concussione. Al termine dell’interrogatorio i suoi difensori hanno chiesto la scarcerazione o in via subordinata la misura degli arresti domiciliari. Dopo la tappa in carcere, il gip si è recato in ospedale per interrogare il magistrato Pietro Vella che è ricoverato e piantonato nel reparto medicina per un malore accusato successivamente all’arresto. Sullo sfondo resta una vicenda dai contorni inquietanti che ruota sulla denuncia avanzata da un imprenditore. A lui sarebbero stati richiesti ottomila euro per “aggiustare’ una causa sul sequestro di una stazione di servizio: tanti ne avrebbe chiesti il legale allo stesso imprenditore, Scarcella appunto, per garantire un sentenza favorevole firmata da Vella. Ma il titolare della stazione di servizio – a cui un “terzo uomo” aveva preannunciato un sequestro, poi avvenuto – si è presentato all’appuntamento per la consegna della prima tranche della tangente dopo che le banconote erano state fotocopiate e munito di una microcamera con la quale ha filmato tutto. Gli arresti sono scattati qualche ora dopo, nell’ambito di un’inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica di Potenza, competente ad indagare sui magistrati di Taranto. Intanto, il comitato di presidenza del Csm ha disposto l’apertura di una pratica competente sui trasferimenti d’ufficio dei magistrati.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche