Cronaca

“Dopo il colloquio Renzi-Modi attendiamo fatti concreti”

Il caso dei due Marò pugliesi bloccati in India


ROMA – “Mi auguro che il colloquio di ieri fra Renzi e il primo ministro indiano Narendra Modi sarà stato proficuo per la sorte dei nostri due marò, anche se le  premesse purtroppo non ci sono. Modi ha chiesto di accettare e fidarsi della giustizia indiana che produrrà una soluzione giusta e rapida. Gli ultimi 2 anni e mezzo ci insegnano invece il contrario: abbiamo assistito a una giustizia indiana lenta e già solo per questo ingiusta”. Lo scrive sul suo blog, il senatore Luis Alberto Orellana della commissione Esteri di Palazzo Madama commentando il colloquio tra il premier Renzi e quello indiano sulla detenzione di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.

Orellana ricorda che riguardo a Latorre e Girone “non ci sono neanche i capi di imputazione che, una volta confutati, dimostrerebbero la loro completa innocenza”. Insomma, per Orellana, “siamo alla vecchia promessa del processo fast&fair del tutto squalificata e  non più credibile. Si continui invece sulla strada della internazionalizzazione e dell'arbitrato internazionale – conclude – senza lasciarsi incantare dai  solitI indiani”.

Il caso dei due marò italiani, il tarantino Massimiliano Latorre e Salvatore Girone è subjudice e si deve consentire che il  processo giudiziario indiano abbia il suo corso. È quanto ha riferito il premier indiano Narendra Modi in un colloquio telefonico oggi con il premier Matteo Renzi. In un comunicato trasmesso da Nuova Delhi, ripreso dai media indiani, è stato precisato che nel corso della telefonata, avvenuta su richiesta italiana, Modi ha sottolineato che una soluzione giusta e rapida è nell'interesse reciproco.

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