Cronaca

Rissa dopo l’incidente, il Presidente Amat non ci sta: “Dopo Ferragosto vertice col Prefetto”

I vertici dell'azienda di Taranto esprimono solidarietà e vicinanza all'autista


La vicenda della rissa che si è scatenata subito dopo un banale incidente tra un mezzo Amat ed una Fiat 600 continua a tenere banco.

Troppo grave quanto avvenuto: l'autista ed entrambe le donne che erano a bordo dell'auto ricoverati in ospedali diversi non per le ferite dovute all'impatto, ma per la violenta gazzarra che si è scatenata subito dopo, alla quale hanno partecipato anche amici e parenti delle due donne.

Ecco la ricostruzione dei fatti da parte del Presidente dell'Amat, Francesco Walter Poggi:  «Ieri mattina un conducente dell’Amat in regolare servizio alla guida di un bus è rimasto vittima di un’aggressione a seguito di un incidente stradale con un’auto guidata da una donna. Secondo i primi rilevi delle forze dell’ordine sulla dinamica dell’impatto, avvenuto all’incrocio tra via Leonida e via Dante, l’autista è completamente incolpevole. Al momento, quindi, il gesto violento resta privo di una spiegazione plausibile. Il lavoratore ha dovuto fare ricorso alle cure dei medici dell’ospedale Moscati i quali gli hanno riscontrato contusioni al volto provocate dalle percosse ricevute da alcuni individui a lui sconosciuti».

«L’azienda sottolinea con forza – aggiunge il Presidente Amat – la gravità dell’accaduto e rimane in attesa di un chiarimento sulle ragioni dell’aggressione ai danni di un lavoratore che, in quel momento, era al servizio della collettività. L’Amat fornirà tutta l’assistenza e la tutela legale al proprio dipendente al quale l’amministratore, il cda e i dirigenti esprimono il massimo della solidarietà e gli auguri di una pronta guarigione. Intanto l’azienda preannuncia che subito dopo Ferragosto chiederà un incontro al prefetto, dottor Umberto Guidato, nel quale affrontare il delicato e importante tema della sicurezza a bordo dei bus urbani. Vanno individuati i sistemi più efficaci  per tutelare l’incolumità dei viaggiatori e del personale dipendente dall’Amat intento al proprio lavoro». 

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