27 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Luglio 2021 alle 06:58:00

Cronaca

“Fatto di inaudita gravità”


TARANTO – “Senza entrare nel merito della vicenda processuale è indubbio che la notizia dell’arresto di un magistrato, avvenuto nella flagranza di un così grave reato (concussione) strettamente connesso all’esercizio della sua funzione, costituisce un fatto di inaudita gravità che suscita nell’immediato in tutti noi un profondo sentimento di dolore ed amarezza”. E’ quanto si legge in una nota del presidente della sottosezione tarantina dell’Associazione Nazionale Magistrati, dottor Maurizio Carbone.

Il magistrato interviene nella vicenda che ruota attorno all’arresto di Pietro Vella e Fabrizio Scarcella, rispettivamente giudice del tribunale civile di Taranto e avvocato, accusati di concussione. “Nella doverosa attesa dei successivi approfondimenti investigativi che consentiranno una valutazione più ampia e completa della vicenda, nel rispetto del principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza, occorre ricordare che la responsabilità di singoli, qualora accertata in sede processuale, non deve incrinare il senso di fiducia nei confronti della magistratura e dei tanti giudici che ogni giorno sono chiamati a svolgere con serietaà e professionalità, anche in questa comunità, il delicato compito di amministrare giustizia. Vicende così dolorose possono anche aiutare a riflettere sul complesso ed attuale tema della responsabilità dei magistrati, dimostrando che all’interno della magistratura non esistono sacche di impunità, ma che ogni magistrato risponde per i suoi eventuali errori, come tutti davanti alla legge, senza godere di alcun tipo di immunità”.

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