06 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 06 Maggio 2021 alle 15:58:04

Cronaca

Bonifiche e soldi, l’Ilva è arrivata ad un bivio

Il ministero dell’Ambiente vuole accelerare sul risanamento ma resta il nodo delle risorse: ieri la protesta dell’appalto


Quasi una Conferenza dei Servizi al giorno, 62 decreti, progetti per circa 600 ettari: il ministero dell’Ambiente prova ad accelerare ed imprimere una marcia sostenuta alle attività istruttorie per la bonifica dei Siti di Interesse Nazionale.

Nei primi sette mesi dell’anno, sono stati predisposti 62 decreti per progetti di bonifica delle aree ‘SIN’: 51 di approvazione, 8 di autorizzazione di avvio dei lavori, 3 di approvazione dei progetti di dragaggio. Oltre il doppio, dunque, rispetto all’intero 2013, in cui i decreti erano stati 26 (11 di approvazione, 12 di autorizzazione avvio lavori e 3 di approvazione progetti di dragaggio).

Taranto, però, resta indietro. La caratterizzazione è stata completata per i Sin di Manfredonia; Cengio e Saliceto; Massa e Carrara; Balangero; Pieve Vergonte; Sesto San Giovanni; Fidenza; Laguna di Grado e Marano; Cogoleto; Bari Fibronit; Biancavilla; Livorno; Emarese; Broni; Gela e Pioltello – Rodano. Sono stati approvati progetti di bonifica per la totalità delle aree di Cengio-Saliceto e Pieve Vergonte; per il 93% di Broni; per il 92% di Fidenza; per il 73% di Bari Fibronit; per il 55% di Venezia- Porto Marghera; per il 47% di Sesto San Giovanni; per il 46% di Trento Nord; per il 40% di Emarese; per il 36% di Pioltello-Rodano; per il 26% di Crotone; per il 24% di Napoli Bagnoli-Coroglio; per il 22% di Massa e Carrara e Cogoleto; per il 16% di Napoli Orientale; per il 15% di Laguna di Grado e Marano e Trieste; per il 13% di Priolo ed, infine, per il 12% di Brescia Caffaro. Infine, le aree liberate e restituite agli usi legittimi sono circa 4.290 ettari: l’85% delle aree della Val Basento; il 19% di Milazzo; il 18% di Manfredonia; l’11% di Crotone; l’8% di Fidenza; il 7% di Priolo, Taranto e Trieste; il 6% di Sesto San Giovanni; il 5% di Venezia- Porto Marghera; il 4% di Piombino e Porto Torres; il 3% di Laghi di Mantova e il 2% di Laguna di Grado e Marano.

“C’e’ bisogno di regole più semplici, e su questo il governo sta mettendo massimo impegno” ha dichiarato il ministro Galletti, “ma anche di una maggiore collaborazione e responsabilità da parte di tutti i protagonisti del procedimento”.

A Taranto, comunque, il clima resta pesante. Ieri i dipendenti di alcune aziende dell’indotto hanno tenuto un sit in davanti alla portineria imprese dello stabilimento siderurgico. Sono lavoratori, alcuni dei quali in cassa integrazione, che lamentano ritardi nel pagamento degli stipendi. I sindacati hanno chiesto un incontro ai responsabili delle ditte per avere garanzie sul pagamento delle spettanze e fare anche il punto sulle prospettive. “Le ditte dell’appalto – scrivono gli operai in una nota – dicono basta. L’Ilva si preoccupa solo dei suoi dipendenti come se noi dell’appalto non avessimo necessità, anche noi abbiamo figli, anche noi non mangiamo e anche noi non paghiamo le bollette se non ci sono i soldi”.

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