23 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Aprile 2021 alle 17:54:14

Cronaca

Marò, nuova mazzata: in cella altri 15 giorni


TARANTO – Massimiliano Latorre, il marò tarantino detenuto dalla giustizia indiana nel carcere di Trivandrum, si intrattiene con un giornalista per fare gli auguri a tutti i papà prima di entrare nel tribunale di Kollam. E’ una delle ‘immagini’ più commoventi che vengono dall’India, in una giornata importante per i militari bloccati dal 15 febbraio nel paese asiatico con l’accusa di aver ucciso due pescatori scambiati per pirati. Al fianco di Latorre c’è Salvatore Girone, l’altro fuciliere di Marina accusato di aver sparato a due marinai indiani.

Per loro il magistrato di Kollam ha deciso che la carcerazione preventiva verrà estesa per altri quindici giorni. Durante l’udienza di questa mattina, durata non più di un quarto d’ora, il legale dei due militari italiani, Sunil Maheshwar del foro di Kollam, ha chiesto al giudice la possibilità di concedere un fermo di polizia anziché la reiterazione della carcerazione preventiva. Ma il giudice si è opposto disponendo la custodia fino al prossimo 2 aprile. Per tutto il tempo i due militari sono stati nel fondo dell’aula: dopo una settimana nel carcere di Trivandrum Latorre è apparso con i capelli rasati. I due fucilieri del Reggimento San Marco, formalmente in stato d’arresto dallo scorso 20 febbraio mentre erano in servizio antipirateria a bordo del mercantile Enrica Lexie, erano accompagnati dal console generale di Mumbai Giampaolo Cutillo, dall’addetto militare dell’ambasciata di New Delhi Franco Favre e da diversi funzionari della Marina. Dopo la decisione del magistrato di Kollam, i due militari italiani sono risaliti sul cellulare della polizia e sono, quindi, ripartiti per la prigione centrale di Trivandrum. Sempre, oggi, a Kochi, udienza sulla giurisdizione. Sabato in trecento hanno manifestato, a Taranto, per la loro liberazione (nella foto); sempre sabato, il sottosegretario agli Esteri Staffan de Mistura ha incontrato le famiglie di Latorre e Girone. In una nota, il Comune informa di non essere stato invitato. “Dobbiamo essere pronti a tutto” ha detto de Mistura. “Stanno entrambi bene, fanno ginnastica e mangiano spaghetti italiani”. Se fra due settimane le perizie balistiche confermassero che ad uccidere i pescatori indiani sono stati proprio i fucili dei militari pugliesi potrebbe aggravarsi una situazione su cui già “pesano a nostro sfavore” le elezioni in Kerala, che si sono tenute ieri, “passate le quali le cose saranno diverse”. De Mistura precisa che i marò non saranno mai abbandonati e allo stesso tempo frena facili entusiasmi: “Dobbiamo prepararci a tempi lunghi, ma considerato che questi uomini sono addestrati per missioni di mesi, in condizioni dure e difficili, questa è una missione che terminerà nella maniera giusta”. A decidere tempi e risvolti della vicenda saranno proprio le perizie balistiche. “Se i proiettili che hanno ucciso i pescatori – spiega de Mistura – non appartengono alle armi italiane, la cosa si chiude nel giro di un mese”. Ma se, “malaugura-tamente, i proiettili fossero identificati come quelli usati dalle nostre forze armate, rimane il fatto che i nostri militari non volevano mai colpire dei pescatori; e ricordiamoci che in condizioni del genere un militare va sempre giudicato a casa propria. Altrimenti il precedente sarebbe terribile non soltanto per l’Italia ma anche per gli americani, gli inglesi, i francesi, i cinesi e gli indiani. La strategia è chiara: militari che facevano il loro dovere, difendendo una nave italiana, non verranno mollati e torneranno a casa”.

G.D.M.

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