23 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Settembre 2021 alle 13:48:00

Cronaca

Il racket bussa ancora


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TARANTO – La saracinesca adagiata sul marciapiede. Quattro auto con i vetri rotti. Le finestre di una scuola spaccate, le schegge sul pavimento. Donne che parlano, spaventate, gridando da un balcone all’altro, mentre uomini in tuta o jeans si soffermano a guardare cos’è successo. Una bomba, dicono, ha distrutto tutto. Non è un reportage da Damasco o una foto anni ‘80 di Beirut. E’ quanto accade a Taranto, un qualunque giorno di marzo. Il racket – questa la pista privilegiata dagli investigatori – ha bussato nella notte in via Fratelli Mellone: nel mirino un’autocarrozzeria, ma nella piccola via che unisce via Cesare Battisti e via Dante è stata una notte di terrore per tutti.

“E’ stato un botto fortissimo” spiegano alcuni residenti. Un botto che, all’una, ha fatto rivivere l’incubo della Taranto dove ogni sera ‘saltava’ un negozio. Solo pochi giorni fa, nella vicina via Principe Amedeo, era stato un fruttivendolo ad avere una sorte simile, anche se in quel caso i danni erano stati più limitati. Ad intervenire in via Fratelli Mellone gli agenti della Squadra Volante, che non hanno potuto far altro che constatare quanto successo, compresi i ‘danni collaterali’ a quattro auto parcheggiate ed alle vetrate della scuola Acanfora, andate in frantumi. Sul posto sono arrivati anche l’artificiere della Polizia di Stato e la Polizia Scientifica, per i rilievi di competenza. E’ stato necessario bonificare la zona dai frammenti di vetro a rischio di caduta, intervento che ha visto impegnati i Vigili del Fuoco, provati da una notte durissima: in pagina riferiamo delle auto date alle fiamme a Taranto, mentre il racket ha fatto sentire la sua voce anche in provincia, bruciando un escavatore a Palagianello. “Sono in corso indagini per fare piena luce sull’episodio” è quanto dicono dalla Questura, dove si lavora per dare un volto a chi ha colpito in via Mellone, verificando l’ipotesi di un collegamento con quanto accaduto in via Principe Amedeo, sul quale sono puntati i riflettori dei carabinieri del Nucleo Investigativo e della Compagnia di Taranto. Anche in quel caso furono danneggiate quattro macchine che erano parcheggiate nelle vicinanze. Da almeno un anno c’era un calma apparente in città per ciò che riguarda i raid a suon di bombe, una “tregua” che ormai sembra rotta mentre torna alla mente il periodo nero tra la fine del 2010 e i primi mesi del 2011 quando in città si registrò una escalation di attentati dinamitardi e incendiari ai danni di esercizi commerciali. Come detto, è sulla pista del racket delle estorsioni che si concentrano le attenzioni degli investigatori: una recrudescenza che desta preoccupazione anche perchè si somma a quella per i furti e le rapine, che vedono nel mirino sempre i commercianti. Che si sentono assediati. Giovanni Di Meo

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