17 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Maggio 2021 alle 17:53:40

Cronaca

La guerra del recapito. Postini, è tregua “armata”

I sindacati: senza un’inversione di rotta riprenderemo la mobilitazione


La guerra della posta concede una tregua ‘armata’. Ma all’indomani della conclusione del mese di sciopero (iniziato il 24 luglio) delle prestazioni straordinarie nel settore del recapito, i sindacati Slc Cgil, Uilpost, Failp Cisal, Confsalcom e Uglcom non escludono che la mobilitazione possa riprendere. Per ora si è trattato dello stop agli straordinari.

“Il fronte sindacale in poste ormai è compatto (unica eccezione Slp-Cisl),  segno evidente che i problemi della categoria sono comuni e colpiscono tutti indistintamente, e provocano il continuo scadimento della qualità del servizio di recapito, peraltro confermato dai continui reclami che i clienti tarantini quotidianamente rivolgono presso tutte le strutture di front line di Poste Italiane” commentano i rappresentanti delle sigle di categoria.

Tutto ha avuto inizio con “la ricerca vana di instaurare corrette e proficue relazioni industriali con i responsabili del settore recapito di Taranto più volte sollecitati ad un confronto costruttivo”. Sono seguiti “solo estemporanei ed inconcludenti incontri per la risoluzione di gravi e complesse problematiche del settore recapito che non hanno portato ad alcun punto di sintesi comune tra azienda e sindacati, ed hanno costretto le segreterie sindacali territoriali all’apertura di due conflitti di lavoro sfociati in ultimo nella sciopero, iniziato in data 24 luglio”. Secondo le stime sindacali “l’azione di sciopero ha avuto un’importante adesione a livello numerico, a dimostrazione del fatto che la categoria postale ha assunto consapevolezza dell’assoluta impossibilità di garantire lo standard di qualità, richiesto dall’azienda con limitati ed insufficienti strumenti a disposizione”.

Solo qualche settimana fa Taranto BuonaSera aveva sollevato la questione dei postini: solo dieci per cinque Comuni della provincia, decisamente troppo pochi. I sindacati intanto annunciano “la precisa volontà di proseguire nell’azione di lotta intrapresa qualora non riscontreremo nell’azienda e da parte dei responsabili del settore del recapito di Taranto la chiara disponibilità ad aprire un tavolo di trattative, intorno al quale tutti possano fornire un valido contributo nell’interesse dell’intera categoria e della clientela. In mancanza di tale apertura ci vedremo costretti a proseguire nell’azione rivendicativa e di mobilitazione anche con il coinvolgimento delle altre forze sociali”.

Fine della tregua.

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