09 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 09 Maggio 2021 alle 22:30:25

Cronaca

Soppressione della Corte d’Appello a Taranto, avvocati sul piede di guerra

Il Presidente dell'Ordine, Angelo Esposito, annuncia la mobilitazione della categoria


Un "no" secco, senza se e senza ma, alla chiusura della Corte d'Appello di Taranto, è stato pronunciato dall'Ordine degli Avvocati del Foro di Taranto.

«Il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Taranto- si legge in una nota diffusa dallo stesso Ordine professionale – ha tenuto una riunione straordinaria per discutere dell’ipotesi di soppressione della sede distaccata della Corte d’appello di Lecce a Taranto. Per ora solo una ipotesi, ma già al vaglio del prossimo Consiglio dei ministri di venerdì 29 agosto in tema di riforma della giustizia».

Sul sito del ministero della Giustizia si fa riferimento alla proposta di ridefinire ulteriormente la geografia giudiziaria, dopo i tagli del 2012 (con la soppressione di 30 tribunali), limitando tramite accorpamento alcuni distretti di Corte d’appello (probabilmente da 26 a 20). Il sito informa che potranno essere soppresse le sedi distaccate delle Corti, come Bolzano, Sassari e Taranto, “là dove necessario per rispettare gli standard minimi di efficienza”.

«L’avvocatura ionica si oppone con forza a questa ipotesi – spiega il presidente dell’Ordine Angelo Esposito –  perché la soppressione, a fronte di un grave disservizio per cittadini ed avvocati non comporterebbe chissà quale risparmio al governo e poi perché non è vero che la sezione distaccata di Taranto non mantiene standard di efficienza, anzi, il numero di procedimenti giudiziari non è assolutamente diminuito rispetto a quando fu istituita la sezione distaccata».

Il presidente Esposito annuncia che convocherà presto la consulta delle associazioni di categoria per portare la discussione al centro del dibattito di tutti gli avvocati tarantini. Rilancia inoltre la costituzione del comitato per il mantenimento della sezione distaccata a Taranto, al quale auspica la partecipazione anche da parte dei magistrati ionici ed invita infine i due parlamentari ionici Michele Pelillo (Pd) e Gianfranco Chiarelli (Fi), entrambi avvocati, a far sentire al governo la voce di dissenso su tale sciagurata ipotesi.

«Le logiche del risparmio – spiega ancora Esposito – della spending review e della razionalizzazione non possono passare a spese della qualità di vita dei cittadini e dei loro diritti costituzionali. Il danno per i cittadini di Taranto e della sua provincia in termini di servizi e garanzie sarebbe enorme, un colpo mortale al territorio, oltre ai gravi disagi derivanti dalle trasferte, che comporterebbe per gli avvocati, specie quelli che operano nella provincia occidentale».

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