Cronaca

Ripescaggio in Lega Pro, Taranto calcio dentro o fuori

Rossoblù alla finestra, in attesa di conoscere quali saranno i criteri per “riempire” il posto lasciato libero da Pisa o Vicenza


Una prima notizia c’è, ossia che il Novara non disputerà il torneo cadetto in quanto il suo ricorso all’Alta Corte del Coni è stato respinto ufficialmente ieri sera assieme a quello presentato da parte del Matera, sebbene in casa lucana era quasi una situazione grottesca quella in proposito.

Ora il discorso sembra solo aperto tra Pisa e Vicenza, con la stessa Juve Stabia che sembrerebbe fuori dai giochi e da qui si appurerà se la riammissione d’ufficio in Lega Pro dei rossoblù sarà appunto tale come sembra con ottime probabilità o meno.

Di sicuro, in caso di riammissione dei veneti e di salto di categoria del Taranto si militerebbe nel girone A, qualora invece a spuntarla dovessero essere i toscani dell’ex Piero Braglia ci si accomoderebbe in quello B centrale. Il discorso bollente dell’estate è quindi prossimo alla consumazione definitiva con gli azzurri piemontesi condannati a dover disputare la C unificata e con la querelle che nella giornata di oggi pomeriggio troverà finalmente i titoli di coda prima di dare, era anche ora, il calcio d’inizio sul campo di una stagione che si preannuncerà già di suo molto rovente. Una città intera è pronta a riversarsi in piazza per ritrovare quella categoria professionistica dopo due anni di inferi, ancora poche ore e finalmente il quadro sarà definitivamente chiaro.

Ha lasciato da poco la responsabilità del settore giovanile rossoblù, complici alcune contingenze ed ora a cinquant’anni ha deciso di tornare ad allenare, ovviamente nell’augurio che gli capiti l’occasione giusta.

Giuseppe Passariello in questa esclusiva a Taranto BuonaSera parla di presente e futuro: “Taranto ora ha due squadre e sono dell’idea che l’Hellas, pur se allestito con un budget ristretto e con le contingenze che sarà privo dei tifosi nelle gare interne, possa dare positività alla città. La tarantinità è anch’esso un bellissimo fattore ma è altrettanto vero che l’esperienza mi ha insegnato che non sempre si è profeti in patria, quindi è bene non confondere questo aspetto. Parlare di nuovo Chievo mi sembra molto rischioso, ci sono differenze geografiche in primis e quindi anche imprenditoriali, ciò non toglie che apprezzo tantissimo gli sforzi del presidente Occhinegro”.

Fronte Grottaglie, come la vede?
“L’esperienza vissuta dai tifosi in passato insegna che spesso si sono verificate situazioni poco chiare a livello societario, anche se ovviamente allo stato attuale è difficile dire come si svilupperanno le cose. Inutile girarci intorno, servono investimenti e sponsor solidi, ma con la crisi attuale è difficile parlare in merito, gli stessi allenatori ormai non sono più scelti per meritocrazia e questo è un altro aspetto gravissimo”.

Tornerà ad allenare quindi?
“Si, perchè il mio ruolo è quello e mi trovo bene solo così. Dirigere un settore giovanile è sempre difficile e se lo dovessi rifare sarebbe solo per una società professionistica, quindi meglio che sto sul campo. Anche se mi auguro che mi si prospetti un progetto importante ed in cui si possa lavorare serenamente, purtroppo qui a Taranto non si riesce mai a progettare come si vorrebbe.
Ora con la nuova società mi auguro che arrivino i risultati, ma chiaramente solo ed unicamente il rettangolo verde di gioco sarà determinante in questo”.
 

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