21 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Aprile 2021 alle 09:30:12

Cronaca

Toghe e mazzette. Caccia agli sms del giudice Vella


TARANTO – Carabinieri a caccia degli sms del giudice Pietro Vella (nella foto). Proprio grazie a quei messaggini potrebbe definitivamente svoltare l’indagine esplosa martedì scorso con l’arresto del magistrato e dell’avvocato Fabrizio Scarcella. Le manette per i due erano scattate dopo un appo–stamento dei carabinieri guidati dal capitano Nicola Abbasciano sotto l’abitazione del giudice. Pochi istanti prima dell’intervento dei militari, il legale aveva passato al magistrato, in servizio nella sezione civile del Tribunale, una busta con 2.000 euro in contanti.

Una parte, secondo gli investigatori, di una tangente da 8.000 euro che Vella e Scarcella avrebbero preteso da un imprenditore per aggiustare una causa nella quale l’uomo rischiava il sequestro di una stazione di servizio di cui è titolare. Una lettura di quell’incontro che il giudice ha negato nel corso del suo interrogatorio . Ma sulla vicenda e sulla lettura delle sue responsabilità pesano le rivelazioni fatte dall’avvocato Scarcella, ma anche dal terzo uomo indagato per concorso in concussione nell’inchiesta che è diretta dalla procura di Potenza, competente ad indagare sui magistrati in servizio nel capoluogo ionico. L’uomo, dipendente della locale agenzia delle entrate, avrebbe fatto da intermediario tra l’avvocato Scarcella e la vittima. Sabato mattina è stato interrogato dai carabinieri. Sulle sue dichiarazioni viene mantenuto uno strettissimo riserbo, ma stando a quanto filtrato avrebbe fornito una accurata ricostruzione del ruolo avuto nella vicenda. Sarebbe stato lui a parlare di quegli sms inviati dal magistrato. Messaggini che potrebbero contenere riscontri alle febbrili indagini in corso per decifrare in tutti i suoi risvolti la scandalosa vicenda che ha provocato stupore e sconcerto nel Palazzo di giustizia. Dopo le manette, peraltro, il giudice aveva accusato un malore in virtù del quale era stato ricoverato immediatamente al Ss. Annunziata dove era piantonato sino a questa mattina. Le sue condizioni sono migliorate e già da oggi ne è stato disposto il trasferimento nel carcere di Largo Magli.

Mario Diliberto

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