27 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Settembre 2021 alle 17:59:00

Cronaca

Ilva, sospesa l’ordinanza di Stefàno


TARANTO – Il Tar dà ragione all’Ilva e sospende l’ordinanza di Stefàno. Il decreto firmato dal presidente Antonio Cavallari e depositato ieri si riferisce all’ordinanza del 25 febbraio con la quale il sindaco ha ordinato all’Ilva, tra le altre cose, di procedere, entro e non oltre 30 giorni, alla installazione sul camino E312 dell’impianto di agglomerazione di un sistema di campionamento di lungo periodo, all’avvio delle attività finalizzate alla realizzazione di adeguato sistema di abbattimento polveri e al completamento delle procedure per minimizzare le emissioni fuggitive.

Il tutto sotto la comminatoria “in caso di mancata osservanza, gli impianti interessati dovranno sospendere la loro attività”. Ordinanza impugnata dall’Ilva e sospesa, appunto, dal Tar che, nel decreto, spiega: “gli atti impugnati contengono prescrizioni ulteriori rispetto a quelle contenute nell’autorizzazione integrata ambientale rilasciata per lo stabilimento Ilva di Taranto il 4 agosto”. Il Tar ritiene che “le prescrizioni proprio perché aggiuntive rispetto alla disciplina portata da una Aia, rilasciata a seguito di un procedimento particolarmente complesso e perciò durato anni, non sembra possano essere correlate ad una emergenza sanitaria e perciò giustificare l’esercizio del potere di ordinanza attribuito al sindaco in via contingibile ed urgente”. Motivi che hanno indotto i giudici amministrativi ad accogliere l’istanza di misure cautelari, ovvero la sospensione dell’efficacia dell’ordinanza impugnata. Mentre è stata fissata per il prossimo 11 aprile la camera di consiglio per la trattazione collegiale. Insomma, l’urgenza con la quale il sindaco Stefàno ha firmato l’ordinanza non era evidentemente quella dettata dal pericolo per l’ambiente o per la salute dei tarantini. Non si sono fatti attendere i commenti, come quello di Dante Capriulo: “E’ l’ennesima scivolata di Stefàno in materia di risanamento ambientale e di tutela della salute pubblica. A dimostrazione di quanto la politica locale sia debole sul punto”.

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