Cronaca

La Regione “apre” le carceri

Stamattina la presentazione del protocollo d’intesa. Presto il “modello” potrebbe essere esportato in tutta la Puglia


BARI – Protocollo sperimentale “carcere aperto”. Si è tenuta questa mattina, presso la casa circondariale di Bari, la presentazione dell’accordo sperimentale siglato lo scorso 23 luglio tra il direttore della casa circondariale di Bari, Lidia De Leonardis, l’assessore regionale al Diritto allo Studio e Formazione Professionale Alba Sasso e il Garante dei diritti dei detenuti della Puglia, Piero Rossi.

Presenti all’incontro anche il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, il Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, Giuseppe Martone e l’assessore Regionale Risorse Agroalimentari e Agricoltura, Fabrizio Nardoni, che ha illustrato l’iniziativa “orto in carcere”.

Il protocollo innovativo e sperimentale tra le due Istituzioni nasce da uno studio svolto dal direttore Lidia de Leonardis e dal responsabile dell’area Educativa della casa Circondariale di Bari Tommaso Minervini nello spirito dell’accordo sottoscritto il 14.12.2012 tra il Provveditore regionale dell’Amministrazione Penitenziaria ed il Presidente della Regione Puglia, in materia di inclusione sociale delle persone sottoposte a provvedimenti restrittivi della libertà.

L’accordo ha quale obiettivo primario quello di promuovere la realizzazione di “un nuovo sistema sperimentale integrato”, destinato a detenuti di bassa pericolosità sociale e con pena contenuta. Insomma un modello penale inclusivo e anticipatore del principio della giustizia riparativa, attraverso l’impiego di tali detenuti in lavori di pubblica utilità, orientato ad una dimensione di “carcere aperto”, alternativo e territoriale, sulla scia delle più avanzate esperienze europee, capace quindi di offrire concrete possibilità di reinserimento sociale, anche attraverso l’orientamento e il sostegno all’inserimento lavorativo, scolastico e della formazione professionale e culturale, nell’ambito della affermazione e del rilancio di una cultura della legalità.

Nel corso della conferenza stampa l’assessore regionale alle Risorse Agroalimentari e all’Agricoltura Fabrizio Nardoni ha presentato anche l’iniziativa “Orto in carcere”, un progetto avviato nel mese di maggio 2014 che ha visto l’allestimento di un orto, attraverso la tecnica idroponica (ossia in assenza di terreno), realizzato in maniera volontaria dall’Associazione Civiltà Contadina di Molfetta.
Il progetto prevede il diretto coinvolgimento dei detenuti ai quali è affidata la cura quotidiana dell’orto e la raccolta dei prodotti della terra.

Gli ortaggi saranno distribuiti, in parte, alla “Caritas” di Bari, incrementando così quel circolo virtuoso tra carcere e territorio, nello spirito di rinnovamento dell’Istituto barese.

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