Cronaca

Porto e Arsenale, venti di crisi

Disimpegno di Evergreen e Tct. L’allarme di Confindustria


Evergreen avverte: “Nessuna linea oceanica farà più scalo a Taranto dal prossimo 21 settembre” e Tct interrompe “entro 40 giorni ogni operatività sulla banchina del molo polisettoriale in concomitanza con l’avvio della realizzazione delle opere infrastrutturali di adeguamento dello stesso”.

Due decisioni che rischiano di compromettere lo sviluppo dello scalo portuale ionico. A darne notizia sono stati nelle scorse ore i sindacati confederali di categoria. “Le programmazioni delle linee oceaniche sono state aggiorante – hanno spiegato dalle organizzazioni sindacali in riferimento alla scelta di Evergreen – e vedono Taranto del tutto esclusa dai porti toccati”.

Un campanello d’allarme che ha spinto il presidente dell’Autorità portuale, Sergio Prete, a convocare i sindacati ed i vertici della Tct per una riunione sull’argomento.

E’ allarme anche sul fronte Arsenale. Fino alla fine dell’anno in corso e per tutto il 2015 i lavori di manutenzione delle navi non potranno godere di risorse né ordinarie né straordinarie. A confermare le notizie già trapelate nei giorni scorsi è stato il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, l’Ammiraglio Giuseppe De Giorgi, in un incontro con il presidente di Confindustria Taranto, Vincenzo Cesareo, e con il Presidente della Sezione Navalmeccanica. Nel corso del confronto, durante il quale l’Ammiraglio ha mostrato grande disponibilità e sensibilità rispetto alla situazione che si prospetta soprattutto per le imprese che operano nella manutenzione del naviglio, è emersa a chiare lettere “la mancanza di fondi che possano garantire una anche minima programmazione dei lavori per il prossimo 2015; prima ancora che sulle cause, l’attenzione si è spostata sugli effetti che l’assenza di prospettive di lavoro, da qui a un anno (senza considerare gli anni successivi) si produrrà inevitabilmente a carico del cospicuo patrimonio umano e imprenditoriale che opera nella navalmeccanica – dicono gli industriali.

Un settore forte di grandi professionalità e competenze da sempre fiore all’occhiello di Taranto e che oggi, alla luce degli scenari che si delineano, privi di qualsiasi spiraglio, rischiano seriamente di scomparire, senza peraltro alcuna possibilità di ripresa a breve considerati i tempi lunghi  prospettati dai vertici della Marina Militare rispetto alla carenza di risorse. Anche la fine dell’anno in  corso, peraltro, registra un “tutto esaurito” sul fronte dei finanziamenti: la gran parte dei lavori in itinere sono stati già finanziati e ultimati nei tempi previsti e talvolta in anticipo, a conferma della grande efficienza e competenza delle aziende private”.

Confindustria Taranto ritiene urgente “la convocazione di un tavolo di crisi in prefettura, con il sindaco ed i parlamentari, al fine di richiedere interventi urgenti al Ministro della Difesa ed individuare soluzioni immediate per scongiurare i rischi di chiusura o nei casi migliori di drastico ridimensionamento che a breve, salvo novità, riguarderanno le aziende della navalmeccanica impegnate nella manutenzione delle navi”.

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