26 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 26 Novembre 2020 alle 15:39:01

Cronaca

Renzi incontra a Firenze gli indiani di Jsw per l’Ilva

Intanto all'Ilva lunedì l’autopsia sul corpo di Angelo Iodice. Concluso lo sciopero


Si scrive a Firenze, forse, il futuro dell’Ilva. Nel capoluogo toscano il premier Renzi ha incontrato infatti Sajan Jindal, presidente di Jsw Steel, insieme al ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi. Si è parlato anche della situazione della siderurgia italiana, con riferimento a Taranto, Piombino e Terni.

Nei giorni scorsi era trapelato l’interesse di Jsw per la fabbrica tarantina, a cui mirerebbero anche gli ‘altri indiani’ di ArcelorMittal.

Intanto il sostituto procuratore della Repubblica di Taranto, Remo Epifani, ha disposto l’autopsia sul corpo di Angelo Iodice, il geometra di Portico di Caserta che è stato travolto ed ucciso in un incidente sul lavoro all’interno del reparto Acciaieria 1 dell’Ilva di Taranto.

L’esame si svolgerà lunedì 8 settembre all’Azienda ospedaliera Santissima Annunziata del capoluogo ionico.

L’iniziativa del pm titolare del fascicolo d’inchiesta sulla morte bianca, l’ennesima all’interno del siderurgico sullo Ionio ma la prima da quando la più grande acciaieria d’Europa è commissariata, è stata concordata con il capo della procura Franco Sebastio.

La vittima stava eseguendo riparazioni finali di ripristino sui binari prossimi all’Acciaieria 1, danneggiati la sera del 27 agosto scorso a seguito del deragliamento di un carro siluro che aveva sversato 200 tonnellate di ghisa liquida incandescente (a una temperatura di 1.800 gradi). La dinamica dell’incidente sarebbe chiara, così come le cause del decesso, ma la magistratura ha disposto comunque l’esame autoptico, affidato al medico legale Marcello Chironi

Sull’Ilva, comunque, infuriano le polemiche. Concluso lo sciopero, con l’Ilva che aveva convocato le organizzazioni sindacali per comunicare la necessità di ritirare lo sciopero in Acciaieria 1 per “possibili ripercussioni legate alla fermata prolungata degli impianti al fine di salvaguardare gli stessi e l’incolumità del personale utilizzatore”.

Hanno firmato l’accordo Uilm, Fim e Usb, mentre si è dissociata la Fiom Cgil.

“Noi non ci pieghiamo ai soliti ricatti aziendali – ha attaccato Francesco Brigati, delle Rsu Fiom – e rispediamo al mittente la richiesta di sospendere lo sciopero”. Anche il Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensantì ha preso posizione sostenendo che le motivazioni addotte dall’azienda “sono legate esclusivamente alla difesa della produzione e del profitto” perché gli impianti in questione “non hanno comandate”.

Da segnalare, infine, un nuovo aspro botta e risposta tra Alessandro Marescotti, leader di Peace-Link, e Michele Pelillo, parlamentare del Partito Democratico.

“Il mio fermo convincimento” le parole del politico “è che a Taranto, come penso anche altrove, ci siano sinceri ambientalisti (tanti), persone intellettualmente oneste, che si battono da tempo, anche prima del prof. Marescotti, per riscattare questo territorio. Poi ci sono i catastrofisti (pochi, ma rumorosi) che scommettono sulla sconfitta”.

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