Cronaca

Stuprò un disabile, chiesti otto anni


TARANTO – Otto anni e mezzo di carcere, per aver abusato di un giovane disabile. Ha usato il pugno duro, questa mattina, la dottoressa Lucia Isceri, pubblico ministero nel processo che vede imputato un orologiaio tarantino, Enrico Randazzo. Nella sua requisitoria la dottoressa Lucia Isceri ha rincarato la dose delle accuse rivolte all’imputato, che da parte sua si è sempre professato innocente. Dopo la richiesta di condanna spazio alla parte civile e quindi alla discussione del legale che assiste l’imputato, l’avvocato Maurizio Besio.

Per la stessa vicenda, nel maggio del 2011, sono già state emesse tre condanne ad altrettanti uomini che avevano scelto di farsi processare nelle forme del rito abbreviato. In quel caso la richiesta di condanna era di otto anni ciascuno ma il giudice dell’udienza preliminare non riconobbe la sussistenza anche del reato di sequestro di persona. I tre imputati vennero condannati rispettivamente a cinque anni e due mesi, a quattro anni e dieci mesi e a quattro anni e due mesi; in precedenza, erano stati tutti e tre arrestati per alcune violenze commesse ai danni di due sorelle disabili avvenute tra il 2006 e il 2007. Randazzo, invece, è incensurato. I quattro vennero arrestati dai carabinieri su ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Taranto Patrizia Todisco. Secondo l’accusa, gli arrestati adescavano la vittima in un negozio di orologi, in auto o in un garage con banali scuse, la promessa di lavori o in cambio di pochi spiccioli, e lo sottoponevano ad abusi sessuali. Proprio nel locale di Randazzo si sarebbero consumati alcuni episodi di violenza; il disabile sarebbe stato anche sottoposto a sevizie con bottiglie e fili di ferro.

G.D.M.

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