21 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Aprile 2021 alle 16:13:38

Cronaca

“Voglio la verità sulla morte di mia moglie”


TARANTO – “Voglio verità e giustizia. Solo questo. Perchè non passa giorno che non pensi a mia moglie, e che – come i miei figli – non senta, fortissima, la sua mancanza”. Franco Losurdo non arretra di un passo. Padre premuroso, marito innamorato, aveva tutto, prima che sua moglie morisse, lo scorso ottobre, quaranta giorni dopo aver dato alla luce una splendida bimba, terza figlia della coppia. Da allora lotta perchè si faccia chiarezza su un dramma che ha scosso Taranto. Due settimane fa, presso l’Istituto di Medicina Legale di Bari, si è tenuto un incontro tra i consulenti che stanno seguendo la vicenda.

“Pensavamo che in quell’occasione sarebbe stata depositata la relazione sull’autopsia, spiega Franco. Non è stato così, dobbiamo aspettare ancora. Ma io vado avanti. Ripeto: voglio giustizia, e voglio la verità. Lo devo a mia moglie ed ai miei figli”. La più piccola, 5 mesi, ha incrociato solo per pochi minuti gli occhi della mamma. “Lei è la mia, la nostra ancora di salvezza. Una bambina meravigliosa. Per me, mia cognata e mia suocera, vederla crescere è ciò che dà forza nei momenti più bui. Il vuoto lasciato da mia moglie è incolmabile, ma io devo essere forte, anche per mia figlia di sedici anni e mio figlio di dodici, che erano legatissimi alla loro mamma”. L’inchiesta penale che vede imputate 58 persone tra medici ed infermieri deve chiarire se la morte di Anna Stefania Messinese sia ascrivibile a colpa generica o specifica dei sanitari che hanno avuta in cura la donna, ed accertare se eventuali altre terapie avrebbero potuto impedire il decesso. Stefania è stata sottoposta al taglio cesareo e a due successivi interventi chirurgici all’addome per la ricostruzione di una perforazione intestinale. La donna si era poi nuovamente ricoverata il 10 settembre scorso, nel reparto di chirurgia del Ss Annunziata con la diagnosi di una “sindrome post parto che non necessita di intervento”, come sottolineò lo stesso Losurdo, nella denuncia presentata ai carabinieri. Il giorno dopo, però, la donna venne sottoposta ad una operazione in laparoscopia per risolvere una occlusione intestinale, ma le sue condizioni peggiorano sino al ricovero in rianimazione, e ad un nuovo intervento all’addome. Il 5 ottobre, dopo una consulenza di un chirurgo barese, è stata trasferita d’urgenza al Policlinico dove è stata sottoposta ad un terzo intervento all’intestino e dove è morta sotto i ferri. C’è, poi, un’altra inchiesta, quella della Asl. Ed anche su questa Franco Losurdo vuole chiarezza. “Era stato detto, pubblicamente, che l’inchiesta interna era già stata avviata, e che l’Asl avrebbe dato supporto alla mia famiglia. Di questa inchiesta non si sa assolutamente nulla. Per quanto riguarda il supporto, devo dire che siamo stati noi a supportare loro, visto che la consulenza del chirurgo che ha portato mia moglie a Bari l’ho pagata io. Lo rifarei mille volte, perchè la vita di mia moglie non aveva prezzo. Ma al danno s’è aggiunta la beffa”.

Giovanni Di Meo

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