11 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 10 Maggio 2021 alle 15:20:57

Cronaca

Tempa Rossa, “Sviluppo del porto a rischio”

Il consigliere regionale forzista Pietro Lospinuso: “Se si continua a bloccare ogni opera ci saranno conseguenze pesantissime per la città”


“Se si continuerà a bloccare ogni opera infrastrutturale ed economica nel Porto di Taranto, ci saranno conseguenze gravissime non solo per la città, ma per l’intero sistema portuale nazionale”.

Così il consigliere regionale di Forza Italia, Pietro Lospinuso, in riferimento alle ipotesi di sviluppo dello scalo ionico e, quindi, dell’intera provincia.

“Non lo diciamo noi ma uno studio del Ministero alle Infrastrutture. Il porto ionico paga la concorrenza dei porti del Nord Africa, i ritardi nella realizzazione delle opere infrastrutturali e le vicende dell’Ilva. Il rapporto conferma quanto sosteniamo da tempo: se non si realizzeranno le opere programmate, la situazione (già di enorme difficoltà) potrebbe sfociare in emergenza. Non possiamo più perdere tempo: ci sono interventi urgenti da cantierizzare il prima possibile, altrimenti si rischia di non essere più competitivi. Poche settimane fa la compagnia Evergreen aveva paventato l’ipotesi di trasferire le linee restanti altrove. Un pericolo che abbiamo evitato, ma è comprensibile dal momento che si continua a perdere tempo. In questi giorni, a Nardò, fa notizia il caso del resort bloccato per burocrazia ed altri limiti vigenti".

"Taranto – continua – questo dramma lo vive da anni: basti pensare anche a Tempa Rossa e l’investimento dell’Eni dove  si moltiplicano i veti senza un motivo giacché anche il ministero ha dato il suo ok. Si fanno prevalere i “no” ideologici senza fondamento allo sviluppo del territorio intralciando anche gli investimenti, soprattutto in vista delle primarie del Pd. La burocrazia regionale ha un’incidenza pesantissima che si aggiunge alla miopia del Comune di Taranto che, dopo aver perso già ingenti investimenti, vorrebbe permettersi il lusso di fare anche la variante al Piano Portuale. Confindustria Taranto elenca, nel suo appello a Renzi, le tante questioni in bilico (dall’Ilva a Tempa Rossa, appunto). Se il Comune dovesse aggiungere la variante al Piano, per Taranto sarebbe una morte annunciata. Il ministero fotografa un ritardo nella realizzazione delle opere che strozza il porto e a nulla sono valsi gli accordi inter-istituzionali degli ultimi tempi".

"Su Taranto la Giunta regionale non ha mai avuto un programma di rilancio – conclude il consigliere regionale, PIetro Lospinuso – ed è un territorio che soffre e che merita una politica industriale e portuale determinata in grado di perseguire la crescita nel rispetto della salute dei cittadini e dell’ambiente”.

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