17 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Ottobre 2021 alle 22:58:00

Cronaca

I giardini Peripato tra storia e degrado

Dalla luce ai mattoni: il Comune intervenga sull’unico polmone del Borgo


Senza ricorrere ai 9 punti che l’Unicef considera determinanti nella costruzione di città vivibili per i bambini, un’attenzione più mirata e sensibile verso le generazioni più giovani, renderebbe ogni città più moderna ed ospitale.

Taranto vive una fase difficile della propria vita economica. Tensioni, divisioni, mancanza di prospettive, risposte che tardano. Ma tutto ciò non può giustificare quella tendenza alla trascuratezza e all’abbandono che sembra aleggiare nei quartieri della città bimare.
In modo costante ci pervengono segnalazioni da parte di cittadini preoccupati in modo particolare degli spazi verdi della città che dovrebbero rappresentare il “rifugio” naturale e naturalistico per i piccoli e le famiglie.

L’esempio più evidente è rappresentato dall’unico grande polmone verde del borgo, quella Villa Peripato sicuro punto di riferimento per generazioni di tarantini.

Per decenni frotte di mamme hanno portato a passeggio i propri pargoli che crescendo poi continuavano a frequentare la Villa chi per pattinare chi per giocare, chi anche per marinare la scuola. Unico polmone verde, con affaccio sul Mar Piccolo. Il laghetto dei cigni, anche una piscina che nel dopoguerra ospitò gare e manifestazioni. E poi momenti di aggregazione come il cinema-teatro La Pineta.
Visitando la Villa Peripato non possiamo che indirizzare all’amministrazione comunale l’invito a risolvere problemi piccoli e grandi che impediscono un gradevole utilizzo degli spazi pubblici.

Innanzitutto una manutenzione straordinaria che riconsegni l’illuminazione giusta fino alla chiusura della Villa, al parco giochi frutto di una donazione privata e il ripristino della fruibilità della grande pista di pattinaggio ora piena di avvallamenti e intoppi. Una derattizzazione accurata che impedisca incontri ravvicinati non gradevoli. Rendere idoneo il laghetto dei cigni, oggi una pozza maleodorante. Ripristinare il verde pubblico con l’insediamento di piante ed alberi dove ormai l’antico parco si dirada sotto i colpi del tempo.

Infine una vigilanza più accurata e presente all’interno di viali e piazzette. Non sono questi interventi costosissimi. Ci vuole buona volontà e magari la ricerca di uno sponsor privato che possa dare un contributo ai piccoli abitanti della bella Taranto. Fin qui le istituzioni. Poi molto toccherà ai cittadini e al loro senso civico. Ad iniziare da chi non usa le pattumiere per i rifiuti o da chi ama i cani ma non rispetta le regole. Fare lo slalom tra escrementi non è un esercizio ginnico è la dimostrazione del mancato rispetto di alcune basilari regole della convivenza sociale.

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