24 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Giugno 2021 alle 18:55:18

Cronaca

Spinte e calci, lite sul sagrato a San Domenico

L’episodio sarebbe avvenuto durante le prove per le sdanghe


Una rissa per le sdanghe sul sagrato di San Domenico.

Sono queste le voci che si rincorrono ormai da qualche giorno in città e sulle quali solo oggi Taranto BuonaSera è riuscito a sentire il priore Raffaele Vecchi, che tuttavia le smentisce seccamente.

E però alcuni testimoni raccontano che domenica sera, intorno alle 20.30 avrebbero notato del movimento sulle scale di San Domenico in città Vecchia, e che alle urla iniziali tra qualche confratello sarebbero seguiti spintoni e forse calci. In chiesa si stavano svolgendo le prove delle sdanghe, per la processione della Madonna che si terrà domenica a Taranto. C’è chi dice che la tensione fosse alta forse per vecchi rancori o forse in vista delle future alleanze per le poste dell’anno prossimo.

Appena qualche mese fa si era già dimesso un consigliere appena eletto. Ma la parola del Priore che smentisce tutto mette una pietra definitiva sull’intero accaduto che riteniamo di poter archiviare.

Il giorno dopo, infatti, e cioè lunedì 15, sempre nella chiesa di S.Domenico Maggiore in città vecchia, si è celebrata la solennità della Beata Vergine Addolorata, a cui i tarantini sono profondamente legati.

Durante la santa messa, ben 38 confratelli e 11 consorelle si sono aggregati al sodalizio, che insieme a S. Domenico porta il suo nome. E’ stata una cerimonia davvero  emozionante, come lo stesso padre spirituale, mons. Quaranta,  ha confermato, dopo la vestizione dei novizi, ai quali erano rivolte le sue parole  dell’omelia: “siate costruttori di pace” e cercate di “vivere responsabilmente gli impegni del Battesimo in uno stile di vita ispirato al Vangelo” parole significative che fanno parte della promessa fatta durante la cerimonia di vestizione.

Toccanti anche le parole del priore ing. Raffaele Vecchi, che ha esortato tutti i confratelli, sia “giovani”  che  “anziani” ad avere un comportamento impeccabile, a considerare la “mozzetta”, il tradizionale mantello nero che contrad-distingue gli aggregati dell’Addolorata, come un “tatuaggio” dal quale non ci si deve staccare mai. Il suo stile impeccabile si è notato anche durante una piccola scaramuccia avvenuta domenica tra alcuni confratel-li, che proprio in mattinata sono stati autori di una lodevole iniziativa, vale a dire una maratona intitolata “corri per l’Addolorata”.

Presentato anche il calendario degli eventi collaterali quali concerti, dibattiti, serate con canti e musiche oltre che degustazioni culinarie. La “Festa Grande” a Gloria di Maria Ss. Addolorata si concluderà domenica 21 con la solenne processione del simulacro tra le vie del centro storico, e quest’anno, novità assoluta, proseguirà verso il ponte di pietra Sant’Egidio a rivolgere lo sguardo della Beata Vergine verso il quartiere Tamburi e le ciminiere del siderurgico.

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