27 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Settembre 2021 alle 16:47:00

Cronaca

Stadio, Cito in Cassazione. “Non ho paura”


TARANTO – Caso stadio, ultimo atto. Appuntamento in Cassazione per Giancarlo Cito: la vicenda, stavolta, è quella che ruota intorno allo Iacovone negato al Taranto. La Corte d’Appello ha condannato a due anni di carcere l’ex sindaco e a un anno e 3 mesi l’ex vicesindaco Vito Rotolo, accusati di violenza privata, abuso d’ufficio e falso ideologico. La vicenda, come detto, riguarda la chiusura dello stadio – correva l’anno 1997 – al Taranto Calcio 1906. Venne dichiarata la prescrizione per il dirigente comunale Marcello Vuozzo. Secondo l’accusa, Cito vietò l’utilizzo dello stadio al club ionico come ‘ripicca’ nei confronti dei dirigenti del Taranto Calcio 1906, che gli avevano revocato la carica di presidente onorario.

Il sostituto procuratore generale Ciro Saltalamacchia aveva chiesto la conferma delle condanne rimediate in primo grado dall’ex sindaco (2 anni e 6 mesi) e dal suo vice Rotolo (un anno e 7 mesi), mentre Marcello Vuozzo in primo grado aveva rimediato una condanna ad otto mesi, con pena sospesa. In primo grado, il 16 luglio del 2004, furono assolti invece l’ex consigliere comunale Vito Tarantino, gli ex assessori municipali Nicola Gravina, Giuseppe Scarlino, Roberto Piromallo e Silvio Rufolo, e l’ex segretario municipale Luigi Spada. L’impianto del rione Salinella venne chiuso il 17 ottobre del ’97 per essere dissequestrato il 17 gennaio del ’98, ed ospitò per una manciata di partite l’Altamura, società che Cito voleva acquisire ribattezzandola Taranto 2000. Gli ex soci del Taranto calcio 1906 si sono costituiti parte civile, mentre come responsabile civile è stato chiamato il Comune di Taranto. Il caso, come tutti quelli che toccano la ‘fede calcistica’ dei tarantini, ebbe enorme clamore, con il Taranto Calcio 1906 costretto ed emigrare per buona parte del campionato allo stadio comunale di Castellaneta. E, in ogni partita “casalinga” di campionato, da Taranto si muovevano cortei di tifosi pronti a mettersi in auto e raggiungere il comune ionico pur di incitare la squadra del cuore. “Non temo nulla, sono assolutamente sereno” è quanto dichiarato stamattina da Giancarlo Cito. Spetterà ora ai giudici della Corte di Cassazione esprimere l’ultima, definitiva parola in questa lunga e travagliata vicenda politico-giudiziaria-sportiva tutta tarantina.

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