15 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Giugno 2021 alle 17:29:48

Cronaca

Indotto Ilva, in arrivo 34milioni di euro per pagare i fornitori locali

Saranno pagati gli arretrati alle imprese che più hanno sofferto la crisi di liquidità del Siderurgico


Circa 34 milioni di euro in pagamento dai prossimi giorni. L'altra sera si è tenuto presso il Ministero dello Sviluppo Economico un incontro
con il Ministro Guidi, il presidente di Confindustria Taranto, Vincenzo Cesareo e il commissario straordinario governativo di Ilva, Piero
Gnudi.

A seguito di questo incontro il commissario ha dichiarato che nei prossimi giorni sarà disposto il pagamento degli arretrati alle imprese, utilizzando una quota del prestito ponte concesso dalle banche.

«Il prestito ponte di 125 milioni di euro, come prima tranche, è stato concesso, su richiesta del Commissario Gnudi, da un pool di banche al fine di garantire la continuità operativa e retributiva dell’azienda – si legge in una nota del siderurgico – e ha permesso il pagamento degli stipendi e dei premi dei dipendenti del Gruppo Ilva di competenza del mese di agosto, perfettamente in linea con le scadenze
previste, e consentirà di proseguire le opere per l’adempimento delle prescrizioni Aia».

«La decisione di affrontare anche la situazione creditizia vantata dai fornitori locali viene a seguito della consapevolezza della crisi in cui versano le imprese dell’indotto e i loro dipendenti e recepisce le istanze avanzate da tempo da Confindustria e dalle autorità istituzionali e religiose, preoccupate per la situazione economica e occupazionale dell’area tarantina. Nonostante la nota difficoltà di liquidità dell’azienda e l’esigenza di coniugare le scarse risorse con la necessità di onorare le scadenze salariali dei dipendenti e di proseguire con gli interventi di risanamento ambientale, nel vertice di ieri il ministro Guidi, il Commissario Gnudi e il Presidente Cesareo hanno concordato di dare priorità anche al pagamento di 34 milioni di euro dei debiti scaduti dei fornitori della provincia di Taranto, segnalando
così la priorità di salvaguardare anche le imprese con elevato tasso di capitale umano sul territorio che più ha sofferto della crisi di Ilva».

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