Cronaca

La Regione detta nuove regole. Le associazioni non ci stanno

Sollecitato un pronto intervento dell’Assessorato regionale per scongiurare ulteriori problemi a cittadini ed operatori


Condivise in una riunione tra le Organizzazioni imprenditoriali e le Associazioni ed Enti del volontariato che operano nel settore della sanità ionica le preoccupazioni espresse nei giorni scorsi dalla Sezione Sanità Privata di Confindustria Taranto in merito agli effetti negativi sull’offerta sanitaria prodotti dai nuovi schemi contrattuali adottati dalla Regione Puglia.

E’ stato quindi sollecitato un pronto intervento dell’Assessorato per scongiurare ulteriori problematiche per cittadini ed operatori.
“I nuovi schemi contrattuali voluti dalla Regione Puglia per innovare il rapporto Servizio sanitario regionale / strutture accreditate / paziente rischiano di compromettere la regolare erogazione di prestazioni sanitarie a danno di cittadini ed operatori”, queste le conclusioni della riunione organizzata da Confindustria martedì scorso.

Vi hanno preso parte Aris, Andiar, Anisap, Lanap, Sanità futura, Siref, Aned, Associazione diabetici ionici, Ant e Tribunale per i diritti del malato. Un incontro condotto dal presidente della Sezione Sanità Privata, Alberto Dimitri, che è servito ad analizzare a 360 gradi il nuovo quadro normativo che regolerà l’offerta sanitaria a partire dal prossimo 1 ottobre e a raccogliere il punto di vista anche di coloro che, quotidianamente, svolgono una incessante attività di assistenza e di accompagnamento del malato offerto dalla coordinatrice del Tribunale dei Diritti del Malato, prof.ssa Silvana Stanzione.

“I nuovi contratti, imponendo limiti e prescrizioni rischiano di creare forti disagi ai cittadini.

Sono state numerose le difficoltà operative nell’assistenza al paziente denunciate e condivise dalle organizzazioni e dalle associazioni presenti che hanno sottolineato, in particolare, come oltre alle note problematiche connesse alle lunghe lista d’attesa ed all’inefficace risposta del sistema ai nuovi fabbisogni emergenti, con i nuovi contratti potrebbe gravare sul cittadino l’onere di recarsi presso più strutture convenzionate per ricevere le prestazioni di cui ha bisogno a causa del forte irrigidimento della disciplina da parte della Regione Puglia”.

Sono stati analizzati anche gli effetti della DGR 1202/2014 sull’efficacia della risposta sanitaria pugliese. “E’ apparso da subito assai evidente come la trasformazione del setting assistenziale di numerose prestazioni sanitarie – passate dal regime di ricovero a quello ambulatoriale – sia stata il frutto di una poco attenta valutazione delle prestazioni stesse che, per la complessità dell’intervento e per l’impatto sul paziente, sono incompatibili con il nuovo regime”.

Sulla base di tali considerazioni, le organizzazioni e gli enti e le associazioni presenti alla riunione hanno ritenuto necessario ed opportuno sollecitare un immediato intervento da parte dell’assessorato regionale alla Salute “finalizzato a sospendere gli effetti delle delibere di approvazione dei nuovi schemi contrattuali”.

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