Cronaca

Vendita Ilva: Arcelor Mittal, dentro o fuori

Oggi incontro al Ministero per lo Sviluppo Economico. Diversi i nodi da sciogliere. Resta pronta la ‘carta di riserva’ Jindal


Tanto per cambiare, il futuro si deciderà (forse) a Roma.

I rappresentanti del gruppo siderurgico francoindiano Arcelor Mittal saranno presenti oggi, martedì 23 settembre, al Ministero dello Sviluppo economico per un confronto sulla situazione dell’Ilva.

Da prima dell’estate Arcelor Mittal ha dichiarato il suo interesse ad acquisire l’Ilva, ha inviato per due volte a giugno i suoi tecnici nello
stabilimento siderurgico di Taranto e ora si è impegnato a presentare il piano industriale entro fine settembre anche se i sindacati
metalmeccanici ritengono che a fine mese non accadrà nulla e che ci vuole ancora altro tempo.

L’obiettivo di Governo e commissario dell’Ilva, Piero Gnudi, sarebbe quello di vendere l’Ilva tra fine anno e inizio del prossimo. Non sarà solo Arcelor Mittal nell’operazione Ilva. L’obiettivo cui si sta lavorando è quello di cercare di integrare un grande produttore di acciaio con un grande trasformatore ma soprattutto avere una presenza italiana in tutta l’operazione. Mantenere comunque un ruolo Italia nella vicenda Ilva è quello che vuol fare il Governo e che hanno sollecitato anche gli industriali, da Confindustria a Federacciai. Si cercano
nuovi azionisti perchè Claudio Riva – che ha preso le redini del gruppo cui fa capo l’Ilva dopo la scomparsa del padre Emilio a
fine aprile – ha già dichiarato che, a fronte dei rilevanti investimenti che l’Ilva deve fare soprattutto nel risanamento ambientale, c’e’ oggettivamente bisogno di allargare la compagine azionaria mentre oggi l’Ilva è controllata in larghissima maggioranza dai Riva. E si va all’estero perche’ in Italia non ci sono gruppi che abbiano dimensioni industriali e finanziarie adeguate per un intervento così rilevante.

Tuttavia il fatto che Arcelor Mittal sia in pista da mesi e che anche operatori italiani stiano esaminando con molta attenzione il dossier Ilva, non significa che la cessione sia ad un passo della conclusione. Proprio i costi da affrontare sono la parte più delicata e spinosa per coloro che si sono approcciati al siderurgico. Preoccupa l’onerosità del risanamento, i costi di manutenzione, i risvolti giudiziari e le numerose richieste di risarcimento danni e costituzione parte civile che si stanno accumulando, ritenute indicative di un contesto generale e di un clima nient’affatto dei migliori.

In ogni caso, Arcelor Mittal va avanti nell’operazione Taranto e la prossima presentazione del piano industriale è un passaggio importante.

Interessato, ma piu’ indietro rispetto ad Arcelor Mittal, è invece il gruppo siderurgico indiano di Jindal che ha detto al premier Matteo Renzi di essere attento anche all’Ilva oltrechè alla Lucchini di Piombino.

Il finale, insomma, è tutto da scrivere. Come il futuro della grande acciaieria di Taranto.

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