11 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 11 Aprile 2021 alle 17:10:34

Cronaca

Un manager per il MArTa

Il museo tarantino è tra i venti istituti di rilevante interesse nazionale. Presto il bando per individuare i nuovi dirigenti


TARANTO – Il MArTa è tra i venti istituti e musei di rilevante interesse nazionale, per questo avrà un suo manager.
Una netta distinzione tra tutela e valorizzazione che porta a distinguere alcune soprintendenze nella gestione dei musei. E’ uno dei punti chiave della riforma del ministero di beni culturali e turismo, quello che ha portato anche ad indicare un elenco di 20 grandi musei italiani per i quali si introdurrà ricorrendo ad un bando internazionale tra gli studiosi, la figura di un manager.
In base alla riforma i grandi musei, come gli Uffizi a Firenze, vengono quindi separati dal polo museale cittadino.
Un punto che ha creato più di qualche mal di pancia nell’organismo interno del ministero della cultura, soprattutto tra quanti, come la soprintendente del polo speciale museale di Firenze Cristina Alcidini che oggi ha annunciato le sue dimissioni, si sono sentiti demansionati. “Distinguiamo le soprintendenze dalla gestione dei musei. Finalmente le soprintendenze si occuperanno di tutela del territorio ed i musei, grandi e piccoli, saranno gestiti con una logica più dinamica e moderna”, ha detto qualche settimana fa il ministro Franceschini presentando la sua riforma. Una riforma che punta ad estendere i modelli di gestione mista pubblico-privata di siti ed istituti, ma prevede anche, in base all’art. 115 del Codice dei beni culturali, la possibilità di dare in gestione diretta a privati alcuni siti.
Questi in particolare, i 20 istituti e musei di rilevante interesse nazionale dotati di piena autonomia gestionale e finanziaria, con direttori altamente specializzati e selezionati con procedure pubbliche: 1) Soprintendenza speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’area archeologica di Roma (sotto cui viene ricondotto anche il Museo Nazionale Romano) ; 2) Soprintendenza speciale per Pompei, Ercolano e Stabia; 3) La Galleria Borghese; 4) La Galleria degli Uffizi; 5) La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma; 6) La Galleria dell’Accademia di Venezia; 7) Il Museo di Capodimonte; 8) La Pinacoteca di Brera; 9) La Reggia di Caserta; 10) La Galleria dell’Accademia di Firenze; 11) La Galleria Estense di Modena; 12) La Galleria nazionale d’arte antica di Roma; 13) Il Polo Reale di Torino; 14) Il Museo Nazionale del Bargello; 15) Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli; 16) Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria; 17) Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto; 18) Paestum; 19) Il Palazzo Ducale di Mantova; 20) Il Palazzo Reale di Genova.
La riforma prevede anche l’ammodernamento della struttura centrale del ministero e la semplificazione di quella periferica; l’integrazione definitiva tra cultura e turismo; il rilancio delle politiche di innovazione e formazione; la valorizzazione delle arti contemporanee; la revisione delle linee di comando tra centro e periferia (semplificazione delle procedure per ridurre i contenziosi) ed il taglio delle figure dirigenziali (37 dirigenti in meno).

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