27 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Settembre 2021 alle 16:47:00

Cronaca

Suicidio Di Tinco, ora indaga il pool antiusura


TARANTO – Sembra vicino ad una prima svolta il caso del suicidio di Vincenzo Di Tinco, il commerciante ginosino di sessant’anni che si è tolto la vita impiccandosi ad un albero. In parallelo all’inchiesta per istigazione al suicidio, sulla quale sta lavorando il pubblico ministero, dottoressa Filomena Di Tursi, c’è quella che vede impegnato il pool anti usura della Procura. E’ stata la stessa dottoressa Di Tursi ad inoltrare il fascicolo al procuratore capo Franco Sebastio, che lo ha quindi assegnato alla dottoressa Lucia Isceri, per approfondire questo aspetto della vicenda, sulla base di quanto messo in denuncia dalla moglie di Di Tinco.

La donna proprio oggi si è recata nella caserma dei carabinieri di Ginosa, per integrare la sua denuncia. Agli atti restano la lettera che Di Tinco ha scritto alla moglie prima di farla finita. In quelle due pagine la vittima ha descritto le sue ultime ore di vita ed il tormento per le difficoltà economiche in cui era improv-vissamente piombato. Fogli dal contenuto drammatico, dove si scusa per il gesto che sta per compiere e spiega di non riuscire più a combattere la situazione che si era creata. “Chiedo a te, amore mio, ed ai miei ragazzi di perdonarmi”. Di Tinco si era recato in banca per chiedere la copertura di 1.300 euro per una ricevuta bancaria relativa al pagamento di uno dei suoi fornitori. In quel colloquio. però, qualcosa è andato storto. La copertura finanziaria non è arrivata. L’episodio potrebbe essere l’ultimo di una serie di incomprensioni con l’istituto di credito. L’uomo, infatti, aveva già un contenzioso con la banca, che era iniziato nel mese di Gennaio. In 15 mesi dal suo conto erano stati stornati 5.300 euro a titolo di commissione, invece di 56. Un errore evidente del quale la stessa banca si era resa conto restituendo il denaro. Ma Di Tinco si era rivolto all’avvocato Giuseppe Lecce per avere chiarimenti e chiedere un risarcimento alla banca. Da quel momento il rapporto tra il commerciante e la banca si era incrinato. In un’altra lettera, il commerciante si era rivolto al Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola. “Signor presidente, per favore aiuti la mia famiglia. Mi rivolgo a lei perchè ci credo” è la prima frase della lettera al presidente della Regione. Sul sedile posteriore della sua auto sono stati trovati i fogli che l’uomo ha lasciato prima di suicidarsi. Anche in questa lettera Di Tinco racconta la sua odissea, fatta di contenziosi con la banca e di mancanza di liquidità.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche