01 Dicembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 01 Dicembre 2020 alle 16:25:46

Cronaca

Manifestazione tra prefettura e Palazzo di Città


TARANTO – I lavoratori dell’Ilva protesteranno comunque. Dopo l’invito del questore, giunto ieri, gli operai del siderurgico non manifesteranno davanti al Tribunale. La protesta si terrà ugualmente ma si sposterà tra la prefettura, Palazzo di Città e vie limitrofe dalle 9 alle 13 di domani mattina. La manifestazione, civile e pacifica, si terrà in concomitanza con l’udienza prevista al Tribunale di via Marche, per l’incidente probatorio nell’ambito del processo per inquinamento ai danni dell’Ilva. L’invito del questore ad evitare manifestazioni sotto il Tribunale è stato pienamente recepito dalle tute blu che hanno deciso di spostare la mobilitazione altrove.

“Faremo comunque la manifestazione in città – spiega Sergio Palmisano, uno dei dipendenti dell’Ilva. Ci daremo appuntamento alla prefettura. Faremo un corteo per le vie della città e distribuiremo volantini per spiegare le ragioni della nostra protesta. Il tutto aspettando la convocazione del prefetto per un incontro che dovrebbe tenersi domani”. Lo Slai Cobas, invece, non ha accettato l’invito della questura, tanto che ha annunciato la propria presenza fuori al Tribunale. Così come pare che alcuni gruppi di ambientalisti si stiano organizzando per essere comunque presenti all’esterno della struttura di via Marche. Tribunale sì, tribunale no. Ad aprire le danze è stato il sindaco Ippazio Stefàno che sabato mattina, nel corso di una conferenza stampa, ha chiesto ai lavoratori di non protestare nelle adiacenze del Tribunale. “Non mi sembra opportuno che i lavoratori dell’Ilva vadano a protestare sotto il Tribunale – ha spiegato il primo cittadino a TarantoSera. Il Tribunale non si può trasformare in un posto dove si manifesta con tanto di striscioni”. Ma forse il sindaco aveva scordato che il 17 febbraio, durante una udienza nel corso della quale è stata depositata la perizia sempre nell’ambito dell’incidente probatorio del processo per inquinamento, migliaia di ambientalisti avevano protestato sotto il Palazzo di Giustizia di via Marche. “Non possiamo stare con la lente d’ingrandimento – si è giustificato Stefàno. La prima volta passi anche se non ero d’accordo. Ma ora si tratterebbe della seconda volta. Se i lavoratori hanno qualcosa da dire possono farlo al Comune o magari alla Provincia”. Detto-fatto. Ieri l’epilogo della querelle. La conferma del divieto arriva dalle tute blu. I lavoratori hanno fatto sapere che il questore li ha convocati al fine di fornire comunicazioni in merito alla manifestazione di domani. “Durante il colloquio – si legge nella nota degli operai – il questore ha evidenziato la necessità di evitare, per motivi di ordine pubblico, che si svolga qualsiasi forma di manifestazione da parte di chiunque in prossimità del tribunale di Taranto offrendo la possibilità di manifestare in altro luogo della città. Essendo persone responsabili, pacifiche e rispettose delle istituzioni, abbiamo unanimemente deciso, a tutela dell’ordine pubblico, di manifestare in luogo diverso”. Gli operai dell’Ilva manifesteranno in modo civile. Domani mattina, in corteo, porteranno in strade dubbi e paure. Revisione Aia, perizie e processi, rischiano di mettere in discussione il loro posto di lavoro.

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